Il metodo
consiste nell’illuminare l’opera da
esaminare con una sorgente di radiazione nel vicino
infrarosso, costituita generalmente da lampade
alogene ad incandescenza, e nel registrare con
un sistema di rivelazione la radiazione riflessa
dell’oggetto.
Per eliminare la radiazione visibile retrodiffusa
dal dipinto in esame, davanti all'obiettivo della
sistema di rivelazione è generalmente posto un filtro
che elimina la componente visibile della radiazione.
La radiazione infrarossa incidente oltrepassa
lo strato pittorico e viene riflessa dallo strato
preparatorio sottostante, in antico costituito da una stesura
di gesso e colla, avente funzione di rendere omogeneo
il supporto.
Al di sopra di questa stesura di preparazione,
era realizzato il disegno preparatorio,
detto anche underdrawing, eseguito a grafite o
a carboncino, materiali che assorbono la radiazione
infrarossa e sono quindi visibili nell’immagine
acquisita dal nostro dispositivo.
Grazie alle indagini riflettografiche otteniamo
quindi un’immagine dell’opera indagata
che ci fornisce informazioni nuove rispetto al
dato visibile.
La visibilità dell’underdrawing dipende
da tre parametri, di cui due in relazione al materiale e due alla strumentazione impiegata:
1. la differenza tra la riflettanza dei materiali
utilizzati per lo strato preparatorio e quelli
utilizzati per il disegno (fattore di contrasto).
2. la trasparenza del materiale pittorico.
3. la sensibilità del sensore
4. la capacità di risoluzione del sistema di rivelazione con cui stiamo analizzando
il dipinto.
UN PO' DI STORIA
La fotografia infrarossa diventa a partire dagli
anni Cinquanta un'analisi di routine, almeno su
dipinti fiamminghi del XV secolo, per i quali
garantisce buoni risultati nella lettura del disegno
grazie soprattutto allo spessore esiguo degli
strati pittorici. Visto che la sensibilità
spettrale del film fotografico arriva fino a 0.9
µm.
Nel 1968 il fisico olandese van Asperen de Boer
sviluppa una metodologia che impiega telecamere
sensibili all'infrarosso (Infrared Vidicon
Television Systems, sensibili fino a
2.2 µm). Con l’introduzione dei sistemi
digitali come la telecamera con sensore CCD
(Charge-Coupled-Device), nonostante la capacità
di penetrazione del pigmento si riduca rispetto
al Vidicon arrivando fino ad un massimo di 1.1
µm, si ottiene però un miglioramento
qualitativo dell’immagine grazie alla capacità
di acquisizione con maggiore risoluzione spaziale
e in una maggiore gamma tonale di grigi (in genere
da 8 bit fino ad un valore max di 16 bit per pixel)
a seconda del sistema usato (ad esempio Sony
F828), o camera scientifica raffreddata.
LA TECNOLOGIA PIù AVANZATA
Sempre con riferimento alla riflettografia ad
alta risoluzione la strumentazione di più
recente sviluppo per l’individuazione del
disegno sottostante è lo Scanner
IR con sensore InGaAs, la cui sensibilità
spettrale si estende, rispetto alle telecamere
con sensori CCD, fino ad una lunghezza d’onda
di 1.7 µm.