Il metodo tradizionale
consiste nell’illuminare l’opera da
esaminare con una sorgente di radiazione UV, costituita
da lampade speciali, e nel registrare con un sistema
di rivelazione, generalmente una macchina fotografica
con pellicola speciale, o una macchina digitale,
la radiazione emessa come luce visibile, per fluorescenza
dai materiali presenti sulla superficie del dipinto.
Per eliminare la radiazione visibile che è
presente nello spettro delle lampade utilizzate
come sorgenti e che verrebbe retrodiffusa dal
dipinto in esame, davanti alle lampade si può
poi porre un filtro che elimini la componente
visibile della radiazione.
A seconda della composizione chimica dei materiali
presenti, la radiazione emessa per fluorescenza
sarà diversa. Essendo la fluorescenza una
luce visibile, composta quindi da un insieme di
lunghezze d’onda a cui i recettori nei nostri
occhi sono sensibili e che il nostro cervello
interpreta come colore. Per ogni colore, nostri
occhi sono in grado di percepire, così
come le pellicole a colori e le macchine digitali
convenzionali, soltanto una terna di valori, o
coordinate cromatiche, generalmente indicate con
RGB perché rispondono all’intensità
percepita nella banda del rosso (Red), del verde
(Green) e del blu (Blue).
Succede così
che radiazioni con contenuto spettrale diverso
può venire percepita avente le stesse coordinate
cromatiche (metamerismo). Per esempio una luce
gialla “pura”, ovvero risultante da
un’emissione nella banda del giallo, può
avere le stesse coordinate cromatiche di una luce
gialla ottenuta per sintesi additiva di una luce
rossa e una verde.
Tramite i sistemi che usano i tre recettori del
tipo descritto in precedenza, non è possibile
distinguere i due tipi di luce e quindi i due
materiali.
LA FLUORESCENZA MULTISPETTRALE
Utilizzando un sistema multispettrale è
invece generalmente possibile distinguere i due
casi. Un sistema multispettrale è infatti
costruito in modo da ottenere un numero molto
superiore a tre di valori relativi all’intensità
della radiazione alle varie lunghezze d’onda.
Le possibilità di metamerismo si riducono
quindi di molto e la possibilità di riconoscere
i vari materiali aumenta.