Le superfici dipinte sono, in generale, strutture multistrato .
Nel campo della conservazione sono disponibili alcuni metodi per l'indagine di
tali strutture, che permettano di restituire immagini diverse per i diversi strati che sono normalmente nascosti alla vista.
Uno di questi metodi fa uso della radiazione IR.
Analizzando la radiazione infrarossa riflessa dalla superficie
di un dipinto è generalmente
possibile vedere lo strato preparatorio sottostante ed eventualmente
il disegno preparatorio.
Gli altri metodi attualmente utilizzati per indagare separatamente
gli strati implicano un campionamento dello strato pittorico, e l'
analisi delle sezioni sottili.
Tuttavia questo metodo presenta due principali svantaggi:
il primo è connesso alla necessità di una azione invasiva
come il (micro-) campionamento.
L'altro è dovuto al fatto che non è generalmente possibile
estendere i risultati relativi al campione analizzato alla
restante superficie del dipinto.
I risultati sono validi infatti esclusivamente per il campione
analizzato.
Il metodo multilayer permette di ottenere una stratigrafia ad
immagine, seppure qualitativa, degli strati più superficiali del
dipinto, incluse le vernici, superando i limiti degli altri metodi
attualmente disponibili.
Questa nuova tecnica fa uso della fluorescenza indotta da
radiazione UV e sfrutta il fatto che materiali diversi fluorescono,
riflettono ed assorbono la radiazione elettromagnetica in modi
diversi e caratteristici del materiale in esame, e che la
radiazione elettromagnetica ha un diverso potere di penetrazione
in dipendenza della lunghezza d'onda.
Il risultato di questo metodo è un set di immagini. In ciascuna
di esse è visibile uno strato diverso.
I risultati sono attualmente qualitativi, e non quantitativi,
ma tuttavia si sono rivelati decisamente efficaci ed hanno
incontrato immediata applicazione nel campo della conservazione
dei beni culturali.
Alta tecnologia per lo studio e la conservazione
delle opere d’arte