Brafa a Bruxelles, qualcuno vuole un Rubens?

Pezzi da museo anche quest’anno alla BRAFA a Bruxelles. Lontani dalla spocchia di TEFAF, i Belgi continuano ad attrarre sempre più visitatori (64mila contro i 61mila dell’edizione 2017) e a proporre oggetti molto interessanti.
La star dell’esposizione è sicuramente un RUBENS, riscoperto recentemente, dopo essere apparso in asta da Christie’s a Parigi nel 2015, ma con una attribuzione a “Paul de Vos e atelier Rubens”.
Un occhio attento, e probabilmente una consultazione del “Corpus Rubenianum” dove il dipinto era presentato come van Thulden, hanno spinto Klaas Muller ad aggiudicarsi l’opera per 145.000 euro.
Le analisi e il restauro hanno poi fatto il resto. Numerosi pentimenti, il tratto sicuro di Rubens e il modus operandi che vede i migliori dell’atelier di Rubens lavorare secondo le proprie specialità: Rubens le figure, Paul Vos gli animali e Jan Wildens il paesaggio. Si pensa sia il pendant, realizzato per il nunzio papale in Olanda, Gian Francesco Guido di Bagno, del dipinto Caccia al cinghiale caledonio, tuttora disperso.
Non solo Rubens, ma anche Jacob Jordaens, e molti altri fiamminghi, insieme a arte moderna, tra cui spiccano diversi Leger (ne abbiamo contati almeno 6) in omaggio alla mostra che inizierà a breve a Bruxelles, e tanta arte contemporanea. Ma anche arte africana, gioielli da far girare la testa, archeologia e design. 10000 oggetti di tutti i prezzi dal migliaio di euro ai milioni. Aspettiamo adesso di sapere quanto sia stato il successo in termini di vendite.