Dipinti fuori dal carcere: il restauro dei dipinti di Porto Azzurro.

Il 9 aprile 2016, presso la SACI (www.saci.florence.edu) si è tenuta una giornata di studi che ha visto protagonista parte dell’arredo figurativo della cappella adiacente al Carcere dell’Isola d’Elba, Chiesa di San Giacomo Maggiore al Forte.

Il Symposium è stato un interessante momento per conoscere, grazie al Soprintendente di Pisa, Dott. Francesco D’Anselmo, al funzionario Amedeo Mercurio e alla Dott.ssa Roberta Lapucci, responsabile del dipartimento di restauro della SACI, la storia e lo stato dell’arte del sito fortificato, costruito nel 1603 su iniziativa di Filippo II, e della chiesa adiacente. Un sito nodale e strategico per difendere l’Elba e l’Argentario dalle incursioni piratesche da sud e francesi da nord. Venuta meno questa funzione, la fortificazione, dalla metà del XIX sec. è stata gradualmente convertita ad istituto penitenzile.

I dipinti appartenenti alla chiesa adiacente che sono stati oggetto di analisi e restauro, di scuola fiorentina e collocabili tra il XVII e XVIII secolo, furono donati dalla corte granducale toscana o commissionati dai governatori reggenti del forte. Il tema iconografico è incentrato su soggetto sacro ed esalta i santi celebrati dalla tradizione post-tridentina.

Nel 1987, a causa di una sommossa nel carcere la chiesa subì gravi danni ed è da allora abbandonata.

Solo ora, grazie alla sinergia tra la scuola SACI e la Soprintendenza viene portato avanti un progetto per restituire al pubblico parte dei beni qui conservati

Art-Test ha contribuito con una campagna diagnostica che ha studiato le prime 4 tele sottoposte a restauro. Sia affrontando aspetti conservativi, sia, in alcuni casi,  studiando la genesi dei dipinti attraverso l’analisi dell’impianto compositivo soggiacente, visualizzato grazie alle riflettografie effettuate.

La giornata si è conclusa con il plauso per l’iniziativa, con la conferma dell’evidente necessità di recuperare un sito così importante per la storia dell’Isola d’Elba ma anche con una riflessione, così come sottolineato dal dr.Mercurio, su quale possa essere il futuro dell’apparato artistico della chiesa, per la quale non è al momento prevista la riapertura al pubblico. Le opere restaurate se ricollocate non sarebbero comunque fruibili dalla comunità. Si cercano dunque soluzioni alternative. Un eventuale percorso espositivo diverso potrebbe ad esempio includere anche la possibilità di mostrare le indagini diagnostiche per aggiungere informazioni intriganti e creare occasioni di approfondimento per il turista curioso.

Qui il link all’esposizione dei dipinti  https://www.youtube.com/watch?v=iS9Jb3GkM9o