Dolce di nome, algido con il pennello

Carlo Dolci tecnica e pazienza

Carlo Dolci, detto Carlino, artista amato e osannato dai critici del suo tempo, ritenuto il più grande pittore fiorentino del seicento, conteso dalla nobiltà europea, (anche se quasi mai uscito dalle terre toscane), è ora nuovamente sotto i riflettori grazie alla mostra monografica in programma fino al 15 novembre presso la fiorentina Galleria Palatina di Palazzo Pitti. L’esposizione raccoglie opere provenienti da numerosissimi musei europei: il British Museum a Londra, il Musée du Louvre a Parigi, gli Staatliche Museen a Berlino, il Nationalmuseum a Stoccolma, il Cleveland Museum of Art a Cleveland, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Fitzwilliam Museum a Cambridge, l’Ashmolean Museum a Oxford, la Burghley House a Stamford, il Musée des Beaux-Arts a Brest, la Collezione Thyssen Bornemisza a Madrid e la Royal Collection inglese, a testimonianza del respiro internazionale della sua pittura.
La mostra raccoglie quasi 100 dipinti, di cui una settantina del Dolci e gli altri a favorire confronti e suggestioni, in una sorta di compendio del suo stile descrittivo, rigoroso e minuziosamente attento ai dettagli, levigato, algido ma sensuale, che è stato definito “iperrealista” ante litteram. Esemplare la quasi maniacale resa dei dettagli: dalle stoffe soffici e quasi palpabili delle vesti, agli splendidi gioielli, che, citando il biografo Filippo Baldinucci, erano “imitati in modo sì stupendo (e vero), che, per molto che si toccasse e ritoccasse la tela per assicurarsi che essi fosser dipinti l’occhio ne rimaneva in dubbio”.

Interno della mostra “Io Carlo Dolci”, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze

La mostra è stata occasione preziosa per dare il via a una grande campagna di restauri e revisioni su 33 opere del Maestro, importante anche per lo studio della singolare tecnica pittorica utilizzata, che si serviva di espedienti originali per raggiungere l’ambito mimetismo. Alcune analisi radiografiche hanno poi permesso di aggiungere notizie del tutto inaspettate alla conoscenza di dipinti anche noti del catalogo dolciano, ad esempio le indagini diagnostiche della “Madonna con Bambino” della Galleria Palatina (a cura di Art-Test, pubblicate all’interno del catalogo della mostra), che hanno rivelato modifiche sostanziali alla composizione.

Madonna con Bambino, Carlo Dolci, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze