Dove (e come) si comprano i capolavori?

Nell’anno di Hieronimus Bosch (500 anni dalla morte) per vedere le sue opere si può andare, ad esempio, nella sua città natale, s’Hertogenbosch, (o, come dicono gli olandesi, Den Bosch), Olanda, oppure a Vienna, o Berlino, Venezia… Per comprarle invece, si poteva andare alla BRAFA, la fiera antiquaria con sede a Bruxelles, dove era in vendita l’opera di un suo seguage, Pieter Huys (circa 1519-circa 1581), e due tavolette di 28×38 cm ciascuna  della sua scuola (Le tentazioni di San’Antonio, e un San Cristoforo), e un’incisione (“Il giorno del giudizio”) tratta da un suo dipinto.
Con 132 espositori da tutto il mondo, la fiera sta crescendo anno dopo anno, come qualità delle opere proposte e attrattività per i compratori. Qualcuno già la compara alla più nota, ma anche più velleitaria, TEFAF dei cugini olandesi, alla quale risponde con prezzi più “ragionevoli”, in qualche caso anche esposti nel cartellino.  Se Bosch non è il vostro genere, c’erano anche un cassone dello Scheggia (1406-1486) , insieme a notevoli dipinti di alta epoca e ad una folta schiera di fiamminghi, due opere Le Courbusier, tre Renoir, quattro ChagallMatissePissarro, fino a Haring.
Ci ha fatto piacere notare che le analisi, soprattutto quelle ad immagine, sono sempre più presentate a corredo del dipinto, come ad esempio nel catalogo di Jan Muller Antiques, dove compaiono radiografie e riflettografie.
Ma ancora tante opere sarebbero da indagare, per confermare o smentire attribuzioni o anche semplicemente arrivare a meglio conoscere le pratiche delle varie botteghe. Ad esempio mettendo a confronto la tecnica del “Ritratto del Cardinale Bentivoglio” di Van Dijk, ora a Palazzo Pitti a Firenze, e la versione attribuita alla sua cerchia proposta  a BRAFA, o  l’esemplare di “Ercole che lotta contro il leone”, di cui un’altra copia esiste presso il MET di New York! Perchè comprare a scatola chiusa?