Mostra e dimostra: ad Aosta un’esposizione intelligente

A cosa servono le mostre? Ad allungare il CV dei curatori o ad offrire occasioni di approfondimento per tutti, dagli studiosi ai semplici appassionati?
Nel caso della mostra “La Strage degli Innocenti. Manifesto del Raffaellismo di Guido Reni”, inaugurata il 13 gennaio e aperta  fino al 18 febbraio ad Aosta, non ci sono dubbi.
La mostra organizzata grazie alla sinergia del Polo Museale dell’Emilia Romagna e l’Assessorato alla Cultura della regione autonoma della Valle d’Aosta, ha un fine, come dichiarato dallo stesso Soprintendente dr Mario Scalini, didattico, nel senso più alto del termine.
Oltre alla possibilità di ammirare capolavori assoluti, viene proposto uno studio delle fonti a cui attinge il Guido bolognese, implicite ed esplicite, leggibili nel capolavoro di Guido Reni e nel confronto diretto con opere esposte insieme. Poche opere, ma ben spiegate.
Per comprendere e illustrare il raffaellismo di Guido viene infatti esposta (per la prima volta!) un’opera di Raffaello: “La Perla di Modena”. E questa è corredata dalla campagna diagnostica eseguita da Art-Test Firenze .
La piccola tavoletta, scoperta nel 2010 nei depositi della Galleria Estense di Modena, è stata indagata con metodi scientifici , e i risultati sono stati confrontati con quelli di altre opere dell’Urbinate e con quelli relativi alla Madonna della Perla di Madrid. Tutto questo è presentato con grande chiarezza e obiettività.Contro le mostre, quindi, come scrive Montanari? Assolutamente no. E se andate ad Aosta fateci sapere.