Raffaello: la scoperta di una perla dimenticata

Art-Test ha contribuito, con analisi multispettrali (XR, IR, VIS, UV), macrofoto e analisi XRF al ritrovamento di un perduto dipinto di Raffaello.

Il ritratto di una donna che è rimasto dimenticato per decenni in una stanza di un palazzo del Nord Italia è in realtà un’opera rinascimentale del grande Raffaello. Il ritratto fu posto negli Anni Settanta in un magazzino del Palazzo Ducale di Sassuolo vicino Modena, un tempo una delle roccaforti della dinastia d’Este, i duchi di Ferrara, Modena e Reggio Emilia che furono tra i mecenati di Raffaello. All’epoca gli esperti dissero che si trattava probabilmente della copia del XVII secolo di una pittura della scuola di Raffaello, ora conosciuta come la Madonna della Perla del Museo del Prado di Madrid.

Ma Mario Scalini, Sovrintendente per i Beni Artistici di Modena e reggio Emilia, notò il dipinto durante l’inventario del magazzino: “La prima intuizione l’ho avuta notando l’altissima qualità del dipinto, ma ciò che veramente mi ha portato sulla giusta strada è stato guardare da vicino alla cornice, una superba cornice seicentesca. Sarebbe stato veramente insolito riservare una cornice così prestigiosa per un’opera che fosse considerata di poco conto”.

Dopo alcune ricerche trovò le annotazioni di un antico inventario che parlavano di un ritratto di donna opera di Raffaello appartenente alla collezione della famiglie Este.

L’opera (dimensioni 30×40 cm) fu inviata ai laboratori di Art-Test di Firenze dove, grazie all’esclusiva analisi stratigrafica con metodo brevettato Multilayer è stato possibile scoprire ciò che era rimasto coperto da strati di ridipinture. Le analisi hanno rivelato la presenza di tre strati sottottostanti, dovuti a interventi di restauro effettuati nei secoli XVI e XIX, compreso il disegno preparatorio dell’artista originale. La ricercatrice Anna Pelagotti ha detto: “E’ stata una bella emozione, siamo rimasti a bocca aperta”. L’ottima restauratrice Lisa Venerosi Pesciolini ha osservato come i seguenti ritocchi, dal XVII al XIX secolo, abbiano “ammorbidito” l’opera originale per avvicinarla al gusto dei contemporanei. E’stato possibile giungere al disegno originale sotto gli strati, comprovando l’intuizione di Mario Scalini. Grazie alla collaborazione dei direttori del settore conservazione del Museo del Prado, Carmen Garrido e Rafael Alonso, è stato possibile confrontare le dimensioni fisiche e il disegno della famosa Madonna con il dipinto in esame: le due opere sono perfettamente identiche per dimensioni e disegno. Gli esperti sono ora del parere che il dipinto di Modena sia la prima versione. Il motivo per cui chi l’ha studiata precedentemente non è stato in grado di notare la somiglianza è che l’opera è stata modificata per adattarsi al gusto post Rinascimentale, ma ora, grazie alla strumentazione di Art-Test, è stato possibile riportare alla luce la storia di questo magnifico ritratto.

Il dimenticato ritratto del Maestro rinascimentale, valutato ora 35 milioni di euro, sarà presto esposto in mostra a Siena. I dettagli di questa affascinante scoperta e l’evidenza provata delle analisi sono stati pubblicati nel libro:  “La Perla di Modena: un Raffaello ritrovato“.

Vedi anche Wikipedia: La Perla di Modena