Un nuovo Rembrandt. Stampato 3D  

Il soggetto del dipinto (un uomo di razza bianca, tra i 30 e i 40 anni, con barba e baffi, con i tipici occhi, naso, bocca, proporzioni del volto, vestito alla maniera del seicento olandese), uso del pennello, le tonalità scelte, l’uso della luce…i valori formali puntano tutti in una sola direzione: Rembrandt.

Anzi la quintessenza di Rembrandt.

Nessun tratto tradisce un copista, o può smascherare un falsario. Solo che è un falso. Anzi un esperimento geniale che sfida i limiti dell’immaginazione.

The Next Rembrandt è un progetto del gruppo bancario olandese ING che ha pensato e lanciato una sfida apparentemente folle: immaginare e produrre fisicamente il capolavoro che Rembrandt avrebbe  dipinto se non fosse morto 347 anni fa. Il sottotitolo infatti recita: “Can the great master be brought back to create one more painting?” (Possiamo riportare in vita il Maestro perché crei ancora un altro dipinto? NdT)
Uno studio che ha visto la partecipazione di Microsoft, dell’Universita’ di Delft e del Museo Mauritshuisdurante il quale in 18 mesi ben 346 dipinti sono stati studiati e acquisiti digitalmente.

Il risultato è affascinante. “Se l’avessi visto in un museo avrei creduto che fosse un Rembrandt autentico, uno che non avevo ancora visto” si dice nel video. Probabilmente lo stesso sarebbe successo se una fotografia avesse raggiunto un esperto.

Certamente no se il dipinto fosse stato soggetto ad indagine diagnostica. “.. ogni arte dimanda i suoi strumenti“, scrive Leonardo.  Per l’attribuzione di un dipinto, la valutazione dei valori formali fatta dall’occhio è sicuramente sempre più solo uno di questi.