Un bozzetto tutt’altro che piccolo!

In Marzo, è stata presentata la diagnostica realizzata sul“Ratto delle Sabine” di Giambologna, ora alla Galleria dell’Accademia, a Firenze. Questo lavoro, che ha coinvolto molte professionalità, e molte  metodologie, tra cui gli RX, gli Ultrasuoni e l’analisi Georadar (con l’aiuto diS.T.Art-Test), ha portato a svelare informazioni cruciali che sono state essenziali per la pianificazione e la realizzazione dell’intervento conservativo, che è attualmente in corso sotto le tende del cantiere allestito nella stanza del Colosso, in Galleria.
Questo “colosso” non è in effetti una copia della imponente statua di marmo ora nella “Loggia dei Lanzi”, ma uno straordinario “bozzetto”, alto circa 4 metri, creato da Giambologna in scala 1:1. Il soggetto è stato interpretato come Ratto delle Sabine solo successivamente, dal momento che l’artista l’aveva inizialmente inteso principalmente come prova della propria abilità nello scolpire un soggetto complesso, dove comparissero sia figure giovani che vecchie, sia femminili che maschili, e che fosse basato sulla forma della michelangiolesca spirale ascendente. Scopo della diagnostica è stato quello di comprendere e documentare la tecnica e i materiali con cui aveva lavorato l’artista, e ha rivelato fatti inattesi.
Giambologna001_rid.1Per saperne di più: