Un touchscreen per descrivere e indagare il ritratto di gentiluomo del Caravaggio recentemente restaurato.

E’ uno splendido esempio di gestione museale quello che mette la tecnologia al servizio del visitatore, per renderlo partecipe dei segreti e della storia di un capolavoro recentemente restaurato.

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E’ il caso del Museo Civico di Montepulciano che propone una visita assolutamente innovativa per scoprire i segreti di uno dei suoi pezzi più pregiati: il “Ritratto di gentiluomo” recentemente indagato da Art-Test Firenze, restaurato da Mary Lippi, e attribuito dal Prof. Massimo Pulini, alla mano del Caravaggio.
Troppe volte le interessantissime relazioni tecniche sulle opere d’arte, di storici, esperti di diagnostica e restauratori, vengono relegate nei cassetti. La Fondazione Musei Senesi e il Comune di Montepulciano hanno invece scelto una condivisione innovativa e meritevole di queste informazioni, a tutto vantaggio della comunità di appassionati.
Per raccontare al pubblico dei visitatori la complessita’ delle vicende legate al dipinto, hanno predisposto una postazione interattiva, in italiano e in inglese, per fornire contenuti aggiuntivi rispetto ai sistemi informativi gia’ usualmente presenti in museo.
Grazie alla navigazione semplice e intuitiva del touchscreen, basata sulla gestualita’ di chi sfoglia un libro, è quindi possibile approfondire il sapere sull’opera, scorrere brani testuali e zoomare a piacimento per osservare i dettagli piu’ interessanti delle immagini.
Di quattro sezioni previste, l’ultima è dedicata al restauro e ripercorre sia l’intervento di pulitura della superficie pittorica che ha consentito di recuperare la leggibilità del dipinto, sia l’indagine diagnostica completa eseguita da Art-Test. E’ in questo capitolo che il visitatore ha la rara opportunità di conoscere in modo semplice e immediato l’ampia gamma di analisi diagnostiche che le strumentazioni all’avanguardia offrono agli esperti.
La Fluorescenza UV e l’esclusivo metodo Multilayer di stratigrafia ad immagine, la Riflettografia IR e la Radiografia, che tutte hanno rivelato ulteriori novità sulla struttura più profonda del dipinto, confermandone l’ambito e l’epoca di riferimento.

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