Chi cerca trova! Questa volta davvero

Sotto tre pale degli altari progettati fra il 1565 e il 1570 da Giorgio Vasari per Santa Maria Novella, per abbellire e ammodernare la chiesa domenicana di Firenze,  sono stati ritrovati, in occasione delle campagne di restauro delle tavole cinquecentesche, una serie di pitture murali -datate dalla fine del ‘200 all’inizio del ‘500-, e che appartengono quindi alla fase più antica della storia della chiesa.
I risultati degli studi e dei restauri su questa clamorosa scoperta, sono stati presentati lo scorso 11 febbraio insieme a un volume edito da Mandragora, “Ricerche a Santa Maria Novella. Gli affreschi ritrovati di Bruno, Stefano e gli altri”, a cura di Anna Bisceglia, della sovrintendenza fiorentina.
Art-Test ha lavorato su uno dei tre dipinti rinvenuti sui muri della chiesa, ovvero quello attribuito a Bruno di Giovanni, fratello di Buffalmacco, e raffigurante San Maurizio capitano della legione Tebea, insieme ai suoi martiri, in una scena concitata di grande intensità. I martiri infatti sanno che sono destinati a morire nel momento in cui si rifiutano di uccidere i loro confratelli cristiani.
Sono state acquisite immagini multispettrali nel visibile, in infrarosso e in fluorescenza UV, insieme ad indagini XRF, e a microfotografie, per determinare che si tratta in massima parte di pittura murale, a secco, sulla quale sono stati rinvenuti residui di adesivi per l’applicazione di foglia metallica, soprattutto sugli elmi e sulle armature. La scena doveva vibrare alla luce sulla parete della chiesa, con un effetto illusionistico che oggi possiamo solo immaginare. Oppure potremmo fare una ricostruzione virtuale da postare sul sito, che ne dite?