Notizie Art-Test

 

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        Selfie nel 2013 è stata eletta come parola dell’anno e non è più uscita dal vocabolario. I selfie non sono solo una moda effimera, e questo ormai è assodato, e poco importa se la prima assonanza é con selfish, che significa egocentrico. Essere è condividere e se non condividi non sei nessuno. L’arte […]

  • In Libro veritas: Federico Zeri si confessò burlando!

    “Era uno di quei tanti collezionisti di enormi mezzi, accortissimi nella gestione delle loroimprese finanziarie o commerciali, che mai e poi mai si sarebbero arrischiati a comprare un brillante da appena venti milioni da altri che da Bulgari o Cartier, e che invece, quando si trattava di spendere somme ben più rilevanti per dei quadri, […]

  • Art-Testando: Modigliani, un’occasione sprecata

    Parte del nostro lavoro è quello di visitare quante più mostre possibili. Per questo ci siamo recati a Livorno. La città che diede i natali a Modigliani, espone le sue opere non molto lontano dal luogo in cui furono ritrovate le famose “teste”. Burla goliardica che, forse, segnò il destino delle opere di Modigliani, ovvero il […]

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COVID19 e la divulgazione digitale

Inaudito il tempo in cui viviamo.

In tempo di COVID19, anche i musei sono considerati ambienti pericolosi, in quanto potenziali veicolatori del virus, e quindi se ne è stabilita la momentanea chiusura. 

Di certo non va dimenticato quanto le istituzioni culturali, e il loro indotto, stiano perdendo in termini economici in questo frangente, ma di un limite c’è chi ne ha fatto una opportunità

Con l’hashtag #laCulturaCura, è stato Cristian Grieco, il direttore del Museo Egizio di Torino, prima di tutti, ad utilizzare i canali social per essere virtualmente vicino ai suoi visitatori. 

Già il 26 febbraio, il suo museo si ferma. Chiude le sue porte ma giunge nelle case di tutti i potenziali visitatori con una straordinaria dimostrazione di apertura culturale. 

Ogni pomeriggio, infatti, il Direttore dedica una mini guida ad un’ala del museo o ad un particolare reperto. Sono affascinanti, non lasciatevele sfuggire. Visite private con guida il direttore. Incantevoli.

Nel video di presentazione una frase ci colpisce: “sono qui e il mio compito è custodire il patrimonio del Museo a nome di tutti”. Detto, fatto. 

Stessa opportunità viene colta, tra gli altri, da ieri, direttore degli Uffizi con il colto #UffiziDecameron, e dal Museo Archeologico di Venezia che lancia l’hashtag #CRONACHEDALMUSEOCHIUSO e invita tutti ad accedere virtualmente, con appuntamenti per visite in diretta, e grafiche anche molto ironiche. Bravi!

Iniziative come quelle intraprese dai musei citati dovrebbero moltiplicarsi, come auspica anche il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini: “Da oggi in tutta Italia saranno chiusi cinema, teatri, concerti, musei. Una scelta necessaria e dolorosa. Ma la cultura può arrivare nelle case. Chiedo alle tv di programmare musica, teatro, cinema, arte e a tutti gli operatori culturali di usare al massimo i loro social e siti” (Artribune).

Seguite l’hashtag #museichiusimuseiaperti. Sarà bello, un’oasi di bellezza e poi anche un momento in cui riflettere sulle opportunità date dalla fruizione virtuale dell’utilizzo dei social.


Negli ultimi anni si sono creati schieramenti con idee differenti, dove l’evoluzione tecnologica è stata contrapposta all’esperienza di interazione personale con l’opera. 

Questo particolare momento storico potrebbe aiutare testare la fruibilità di contenuti come quelli torinesi, e l’impatto delle visite virtuali in generale.

Aumenterà l’interesse per la cultura di chi si imbatterà in questi contenuti per caso, per distrarsi durante la quarantena? 

Potrebbe essere l’occasione per far comparire sulle pagine delle istituzioni culturali contenuti scientifici, tra cui le indagini diagnostiche, che sempre poco spazio trovano nella musealizzazione? 

Tramite le indagini si possono vedere cose non visibili per i nostri occhi, che consentono di andare oltre, dinamicità in un momento di stasi forzata. 

I momenti di crisi hanno sempre fatto riflettere, hanno evidenziato le criticità ma anche le eccellenze. 

A questo punto ci siamo chieste anche noi cosa possiamo fare. E abbiamo deciso che cercheremo di accompagnarvi in questo tempo di innovazione culturale! Stay tuned!

 

 

Scoperte

Mostre

Mercoledì 2 ottobre 2019, presso la casa d’aste Pandolfini a Firenze, si è svolta ARCADE, l’asta di dipinti dal XVI al XX secolo.
A stupire è stato il lotto 168. Un dipinto, olio su tela, raffigurante un cane con candela e gigli. La base d’asta partiva 5.000/8.000 euro ed ha raggiunto l’incredibile cifra di 247.000 euro. L’autore? Juan de Pareja, il servo di Velazques, che il pittore ritrasse nel famoso dipinto conservato oggi a New York al Metropolitan Museum, e che gli permise l’ammissione all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma.
È probabile che l’acquirente, e gli altri che hanno gareggiato con lui/lei, ci abbia visto qualcosa d’interessante. Potrebbe aver pensato che l’opera sia stata eseguita da Velazques ma lui lo abbia firmato in altro modo, o forse che non sia stata una sola mano ad aver eseguito il quadro. Tutti quesiti leciti e molto interessanti e probabilmente risolvibili con una campagna diagnostica.
Ad incuriosirci però non è stato solo questo dipinto. Infatti, siamo rimaste stupite, ad esempio, dal poco interesse riservato alla Crocifissione dipinta da Jorge Manuel Theotocópuli, il figlio di El Greco. Partiva da una base d’asta di 8.000 euro e ha raggiunto la modesta cifra di 10.000 euro.
Sfogliando il catalogo un gran numero di quadri avevano destato il nostro interesse, ma sorprendentemente sono passati inosservati. I risultati d’asta dimostrano che una grande quantità di opere, oltre la metà, sono state invendute. Non ha giovato la vicinanza con la Biennale di Firenze? Ad attirare i compratori sono solo i grandi nomi? È questa la stagione degli affari o l’arte antica è destinata al dimenticatoio? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

Volli, fortissimamente volli... fare l'affare.

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