Quella peste di batterio.. ancora resiste

Nov 19, 2020 | In rilievo, Pubblicazioni, Scoperte | 0 commenti

Sono stati pubblicati su rivista IOP Conference Series: Materials Science and Engineering i contribuiti al convegno dedicato al restauro e alla diagnostica dei beni culturali Florence Heritech, che quest’anno si è svolto online.

Una ottima opportunità per chi non è riuscito a partecipare all’evento.

Art-Test ha contribuito con un lavoro che apre la strada alla necessità di verificare in modo scientifico non solo l’autenticità delle opere, ma anche delle immagini diagnostiche che vengono utilizzate nel processo di attribuzione (Link alla pubblicazione, Link al video),

Dei molti contributi presentati, vi segnaliamo il lavoro di Pier Giorgio RIGHETTI- professore onorario del Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, del Politecnico di Milano: “What Sherlock Sorely missed: The EVA Technology for Cultural Heritage Exploration, che presenta i risultati di nuovo metodo investigativo. Si tratta di un film funzionalizzato che può essere utilizzato per catturare tutti i materiali presenti su una superficie senza danneggiarla in alcun modo.

Con questo nuovo metodo di indagine non invasiva si sono analizzati il manoscritto del Maestro e Margherita di Bulgakov, dove sono state ritrovate tracce di morfina, e la camicia che Anton Cechov indossava al momento della morte, dove sono stati trovati i batteri della tubercolosi.

Ma non solo. Sono stati anche analizzati i documenti sopravvissuti del lazzaretto della peste del 1630, e conservati nell’archivio storico di Milano. E anche a distanza di secoli sono stati ancora rinvenuti  i batteri della Yersinia Pestis.

Un altro esempio è la lettera di George Orwell scoperta nell’archivio di stato russo, dove anche se scritta a macchina, erano ancora presenti i batteri della tubercolosi contratta a Barcellona.

Uno studio affascinante che sicuramente riserverà ancora molte sorprese!

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