16 Dicembre
La peste nera ebbe un impatto terribile su Siena. La città aveva raggiunto il suo periodo d’oro nel corso del XIV secolo, furono eretti allora molti dei bellissimi edifici che ancora oggi la rendono unica, come il Duomo, il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia.
Questo fu anche il periodo in cui la produzione artistica raggiunse picchi altissimi e a Siena si inventò un nuovo stile, che abbandonava i dettami bizantini per iniziare a rappresentare una realtà fisica oltre che spirituale, producendo capolavori come quelli ora in Pinacoteca.
A Siena il medioevo fu un periodo meraviglioso. Almeno fino alla fine del 1340, quando una catastrofica ondata di peste bubbonica attraversò l’Europa e, nel maggio 1348, raggiunse la città.
Prima della peste Siena ospitava 50.000 persone. Dopo, la popolazione scese a circa 14.000 unità. Una vera e propria devastazione.
Il 16 dicembre 1406 Jacopo della Quercia, senese di nascita, eminente scultore attivo in molte città e corti, fu incaricato di costruire una nuova fontana in Piazza del Campo.
Doveva sostituire la vecchia fontana, dove c’era una statua della dea Venere. Questa scultura pagana fu accusata dell’arrivo della peste. La statua fu distrutta e sepolta fuori dalle mura della città per scongiurare la sua “influenza malvagia”.
Jacopo costruì una grande fontana rettangolare in un luogo leggermente diverso, utilizzando però la costruzione idraulica che aveva portato l’acqua per la prima volta nella piazza da 25 chilometri di distanza. Era stato un evento importante, anche considerando che Siena è costruita in cima a una collina.
La nuova fontana era dedicata alla Vergine, ornata sui tre lati da numerose statue e molteplici cannelle. Poiché Jacopo accettò contemporaneamente anche altre commissioni, i progressi furono lenti e la fontana fu terminata solo dieci anni dopo nel 1419.
Nel 1858 copie sostituirono le statue di Jacopo. Queste sono ora in mostra nei piani inferiori del Santa Maria della Scala, dove aspettano tranquille di superare anche questa più recente piaga del COVID, visto che per fortuna questa volta nessuno le sta accusando di niente.



