Perfetti

Gen 20, 2022 | Autenticazioni ed attribuzioni

15 Dicembre

C’è stato un tempo in cui Riace era famosa in tutto il mondo per il ritrovamento di due statue in bronzo, così belle che quando finirono i restauri, il 15 Dicembre 1980, e furono messe in mostra, ci furono file interminabili di visitatori ad aspettare di vederle.

La loro storia “moderna” iniziava 8 anni prima, quando furono fortuitamente trovate a 230 metri dalla riva, e a soli 8 metri di profondità. Da subito colpiscono la perfezione anatomica e la straordinaria fattura.

La statua A e la statua B o il vecchio e il giovane (anche se, sinceramente ci vuole del coraggio nel dare di vecchio a quel fusto di 2m, assolutamente in forma) sono nati insieme o sono opera di due scultori diversi? Gli storici non sono ancora d’accordo su chi rappresentino, su quale fosse la loro funzione, oltre naturalmente su chi possa essere il loro autore.

Nel frattempo i Bronzi di Riace sono state restaurati diverse volte. E ogni volta i restauri e la diagnostica hanno dato dei risultati straordinari, aggiungendo un tassello in più.

Ad esempio analizzando la terra di fusione sono riusciti a capire che nascono entrambe dallo stesso luogo: Argos, nel Peloponneso, e nello stesso periodo il V sec a.C. Dal piombo che è stato usato per alcune saldature e che proviene alle miniere del monte Luarion, chiuse alla metà del I sec d.C. Si è scoperto che sono state restaurate prima ad Atene e poi a Roma, dove fu sostituito un braccio, con tecniche simile a quelle in uso nel periodo augusteo.

Sono poi stati individuati i materiali usati per creare i dettagli delle statue. L’argento forma i denti della statua A e le ciglia dei due i volti. Il calcare compone le sclere dei bulbi oculari, c’è addirittura una pietra rosa nell’incavo dell’occhio. Le labbra sono di rame come le areole dei capezzoli.

L’anno prossimo saranno 50 anni dal ritrovamento. Ragazzi li portate benissimoooo!