Avevamo il pittore più grande di tutti, secondo i contemporanei inglesi, ma dovette emigrare per vederselo riconoscere.
Giovanni Battista Cipriani nacque nel 1727 a Firenze, dove si formò come pittore ed ebbe la migliore educazione possibile. Frequentò l’Accademia delle Belle Arti, istituzione molto rinomata, per poi recarsi a Roma ed entrare in contatto con le ultime tendenze artistiche. Dopo 3 anni, pieno di speranze, tornò a Firenze. Ma purtroppo dovette rendersi conto che il mercato non presentava molte opportunità. Riuscì ad ottenere solo alcuni incarichi relativamente marginali. Così decise, insieme a 3 amici e colleghi, di emigrare a Londra.
Probabilmente non era la decisione più facile all’epoca, ma si rivelò azzeccata. Qualcuno con il suo background era molto apprezzato. Intellettuali e pittori inglesi si recavano tutti in Italia per il Grand Tour, per fare esperienza di quello che era considerato il centro della cultura e della produzione culturale.
Avere qualcuno che si trasferisse dall’Italia in Inghilterra, portando con sé tutta questa conoscenza, questa eredità culturale, era il massimo.
Divenne il primo esponente in Inghilterra del Neoclassicismo e svolse un ruolo importante nella formazione del gusto artistico inglese del diciottesimo secolo. Iniziò a lavorare per clienti illustri, come G. Walpole, ed insieme ad architetti come R. Adam. E ottenne diverse commissioni anche dal re Giorgio III.
Fu molto prolifico e lavorò come pittore, disegnatore, designer, illustratore e persino restauratore. Fu anche uno dei 40 fondatori della Royal Academy, la versione inglese dell’Accademia delle Belle Arti dove aveva studiato. Era considerato il miglior artista della città.
Lo stile settecentesco non è molto di moda in questo momento, e insieme a molta dell’arte prodotta in quel periodo, anche le opere del Cipriani sono oggi poco apprezzate.
Probabilmente aspettano di essere riscoperte, come il suo autoritratto che donò alla Galleria degli Uffizi, sperando di poter tornare, simbolicamente, e di ottenere un posto nel pantheon degli artisti, e che invece sta accumulando polvere nel deposito.
Ma Cipriani non l’ha mai saputo. Morì circondato da amici il 14 dicembre 1785 a Londra, dove era ancora stimato come uno degli artisti più bravi che vi avessero mai abitato, e ottenne un monumento funebre nel cimitero di King’s Road, a Chelsea, realizzato dal suo amico, connazionale e collaboratore F.Bartolozzi.Nell’immagine: G.B. Cipriani, BOREAS AND OREITHYIA



