Falsi all’università

Feb 23, 2025 | Autenticazioni ed attribuzioni, corsi, Falsi

Come riconoscere un falso. La conoscenza di un’opera d’arte: intuito o dato scientifico?” era il titolo della mia tesi di laurea

Il tema dei falsi rappresenta da sempre una sfida nel mondo dell’arte. La produzione di opere d’arte false non è legata solo al semplice tentativo di ingannare il prossimo e guadagnare denaro facile, ma ha anche un grande impatto sul valore culturale ed economico delle opere autentiche.

È proprio di questi giorni la notizia del sequestro di oltre 70 opere contraffatte in un laboratorio a Roma. Il falsario, un restauratore, ha realizzato numerosi dipinti firmati di epoche anche lontanissime tra loro, come un Picasso e un Rembrandt.

Ha sfruttato tele apparentemente antiche, ma il suo “peccato originale” è stato l’utilizzo di materiali anacronistici rispetto alla tecnica pittorica degli artisti e, per sostenere la provenance, aver apposto timbri falsi e riconducibili a collezioni e gallerie d’arte non più attive nel settore.

Questo fenomeno è purtroppo molto diffuso: in un mercato sempre più distribuito i falsi possono facilmente comparire tra le opere autentiche, danneggiando la fiducia degli appassionati e dei collezionisti.

Ma un’opera quando è definibile autentica? Quando lo studio della tecnica artistica e dei materiali utilizzati corrispondono al periodo storico che la stessa opera dichiara. Autenticare non è secondario all’attribuire, anzi quest‘ultima operazione è successiva ed è frutto di uno studio molto più complesso.

L’autenticità è il requisito fondamentale che l’opera d’arte deve possedere, per questioni artistiche, legali e commerciali. Di conseguenza risulta essenziale distinguere un’opera autentica, anche se non attribuita, da un’opera contraffatta: ma come è possibile farlo?

Ho cercato di rispondere a questa domanda nel mio lavoro di tesi per la laurea triennale in Diagnostica e materiali per la conservazione e restauro all’Università di Firenze, realizzato durante il periodo di tirocinio ad Art-Test Firenze

L’elaborato, intitolato “Come riconoscere un falso. La conoscenza di un’opera d’arte: intuito o dato scientifico?”, esplora l’affascinante fenomeno dei falsi nell’arte, analizzando i metodi di identificazione e le ragioni storiche, culturali ed economiche che ne hanno influenzato la produzione.

Ogni opera è unica, quindi è necessario seguire approcci mirati per la sua autenticazione. Tuttavia, questo processo deve sempre avvenire attraverso un metodo multidisciplinare che unisca scienza ed esperienza. In questo contesto, la diagnostica applicata ai Beni Culturali riveste un ruolo centrale. Grazie a metodologie di indagine sia invasive che non invasive, essa è in grado di fornire dati oggettivi utili per l’autenticazione.

Allo stesso tempo al fine dell’attribuzione, non va sottovalutato il contributo della connoisseurship, che per mezzo dell’esperienza e dell’osservazione, offre un apporto essenziale nella valutazione delle opere.

L’obiettivo della tesi è stato sostenere come la collaborazione tra scienza e competenza delle varie figure professionali. Solo incoraggiando un dialogo continuo tra scienza, storia e critica è possibile continuare a rivelare le storie e le verità che le opere custodiscono.

La realizzazione della tesi è stata possibile grazie alla competenza e alla disponibilità di Art-Test, dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con casi significativi per il mio lavoro e l’opportunità di partecipare a campagne diagnostiche su opere di rilievo.  L’esperienza presso Art-Test è stata per me fonte di grande ispirazione e crescita professionale, ed ha arricchito il mio percorso universitario.

L’impegno congiunto ha portato ad eccellenti risultati: la tesi è stata promossa con il massimo dei voti e valutata positivamente per la scelta innovativa del tema, mai affrontato prima nel corso di Diagnostica per i Beni Culturali dell’Università di Firenze.

Annarita Fanelli
Annarita Fanelli