Era inevitabile che l’accelerazione della comunicazione digitale, della condivisione social, della presenza virtuale, eredità della pandemia, spostasse l’attenzione sulle attività online dei musei, grandi, medi o piccoli (naturalmente la classificazione è esclusivamente nel numero di opere esposte non certo nella fondamentale importanza che tutti ricoprono). Qualcuno è rimasto a guardare, qualcuno ha colto l’occasione di svecchiarsi smentendo l’accezione polverosa associata ai musei.

Due istituzioni che conosciamo bene sono la Pinacoteca Nazionale di Siena e il Galleria Nazionale dell’Umbria, e li prendiamo ad esempio. La bellezza delle opere che sono lì conservate è indubbia.

Ma non è la collezione la protagonista della loro presenza sui social. Quello che abbiamo notato è la voglia conquistare il visitatore con argomenti nuovi e curiosità, mostrando la vita di una galleria.

Ovvero cosa fa e cosa pensa chi ogni giorno ci lavora, quali attività vi vengono svolte, le migliorie che vengono fatte all’esposizione, gli eventi che hanno luogo all’interno del museo e che magari hanno diretto richiamo a quello che accade nel loro territorio in quel preciso momento.

La Pinacoteca di Siena, un vero scrigno di pittori di alta epoca senesi e toscani, per molti anni è stata snobbata dai grandi flussi turistici che si fermavano alla vicina Piazza del Campo e al Duomo. In questi ultimi anni ha visto un succedersi di direttori per poi arrivare essere guidata, dallo scorso 28 marzo da Axel Hèmery 

Dal 15 giugno fa parte del nuovo polo culturale senese costituito dalla Pinacoteca Nazionale, Museo Archeologico Nazionale, Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla e Villa Brandi, tutti guidati dallo stesso direttore.

Il cambio di passo è evidentissimo e i messaggi non sono stati per niente banali. La comunicazione social del museo è veicolata esclusivamente su Facebook, dove sotto l’hashtag  “#custodibellezza” si trovano post dove i dipendenti raccontano della loro esperienza lavorativa e del dipinto a loro più caro, invitando anche i visitatori a diventare “custodi di bellezza” e condividere sui social una loro foto accanto alla loro opera preferita

Abbiamo trovato particolarmente coinvolgente un post del 24 giugno scorso dove veniva presentata la stratigrafia di una cornice, che veniva confrontata con altre di antica fattura. Un post che ha fatto scoprire anche ai non addetti ai lavori la tecnica delle cornici policrome. La comunicazione della Pinacoteca ha poi mostrato di essere attenta a quello che viene proposto dagli influencer cogliendo ironicamente il lato artistico del parlare in corsivo, grazie alla pagina social di Mo(n)stre.

Lasciamo ora Siena per andare a Perugia. La Galleria dell’Umbria ha visto nell’ultimo hanno un’autentica rivoluzione grazie ad un progetto sostenuto da un importante finanziamento che ha rivisto tutto il percorso musale, financo a brevettare le nuove consolle “a pantografo” utilizzate per l’esposizione delle opere, antisismiche e mobili, che permetteranno, ogni qual volta sarà necessario, l’ispezione del retro senza che sia necessario smontare i dipinti dalla loro collocazione.

Il museo, già molto attivo sui social ha affinato ancor più il suo linguaggio. Dal nuovo sito fino alla presenza su 5 piattaforme social propone quotidianamente messaggi intriganti. Ha condiviso tutta la fase di trasferimento delle opere nei deposti durante questo anno di chiusura, così come un avvincente story-telling durante il tempo che precedeva l’apertura. Ha utilizzato anche partner importanti per “ritornare sulla scena” come, per i più piccini, le storie della Pimpa, o Taffo per presentare l’apertura, o ancora il “Signor Distruggere” e Osho!

Ed ora? A Ora la #GNU dice ai suoi visitatori che “sono post vostri”, chiedendo a tutti di condividere le foto e le loro impressioni sulla nuova GNU.

Il nuovo modo di comunicare da parte dei Musei offre un’enorme opportunità di diffusione della conoscenza del nostro patrimonio, non più delegata ai manuali e alle guide, siano esse cartacee o digitali, ma gestita direttamente, in dialogo con i visitatori. Quindi da oggi siamo invogliati ad andare più volte al museo perché saremo anche noi i protagonisti.

Emanuela Massa
Emanuela Massa

p.s VI abbiamo subito detto che conosciamo ambedue queste raccolte d’arte, vi ricordiamo qui come abbiamo messo a loro disposizione i nostri servizi a Siena e Perugia