UNO SGUARDO INDIMENTICABILE

Caravaggio o non Caravaggio? Resoconto della giornata di studi dell’11 Aprile scorso

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La Madre dei Caravaggio è sempre incinta”, è il titolo di un pamphlet (dal tono provocatorio a cui Montanari ci ha abituati), a sottolineare come spesso si parli di scoperte sensazionali senza il supporto di ricerche adeguate. Non è questo il caso del dipinto di Empoli, il cui restauro è stato l’occasione per il convegno di studio “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista e le sue copie”, a cui hanno partecipato un folto numero di eminenti studiosi, tra cui la professoressa Mina Gregori (lei, una indiscussa autorità in materia, in apertura ha dichiarato di essere curiosa e di essere venuta ad imparare, lasciando tutti in ammirazione della sua  vitalità e del suo spirito esemplare).
i risultati delle ricerche scientifiche sull’opera, una delle varianti conosciute del soggetto detto San Giovanni Costa, pur necessitando di  approfondimenti, già si profilano piuttosto interessanti. Si può affermare, infatti, come non si tratti di una copia ottocentesca, come qualcuno aveva ipotizzato, ma di un dipinto seicentesco. La riflettografia infrarossa, inoltre, ha mostrato alcuni pentimenti degni di nota, ad esempio nello sguardo.  I confronti tra le versioni conosciute, e le relative documentazioni, presentati al convegno, offrono inoltre numerosi spunti per cercare tracce nei documenti su quali possano essere le versioni (una o più?) autografe caravaggesche e quali le copie.
Per leggere gli atti del convegno dovrete attendere settembre, ma se già volete vedere gli interventi dei relatori, trovate link ai video sul sito http://ilraccontodellarte.com/ e la relazione di Art-Test anche sul nostro canale  YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCh8hj11mXK5ut4ajsT8V7kA).
Dopo i saluti delle autorità, con il dibattito moderato da Bruno Santi, e l’introduzione ai lavori della prof.ssa Mina Gregori, è stata la volta degli interventi di Nicole Mayers sulle vicende che hanno portato nella collezione il dipinto ora a Kansas city,  e di Cristina Terzaghi che si è concentrata sulla collezione Costa. La relazione di Angela Cerasuolo ha illustrato anche le caratteristiche tecniche del dipinto di Capodimonte, mentre Valfredo Siemoni ha relazionato sulla documentazione raccolta in merito alla provenienza del dipinto empolese. Cristina Gnoni  e Sandra Pucci hanno relazionato sull’intervento di restauro e ne hanno sottolineato l’importanza nel ridare visibilità al dipinto. Dopo la relazione di Art-Test su materiali e tecniche riscontrati,  Roberta Lapucci si è concentrata sugli aspetti iconografici. Marco Masseti, archeozoologo,  ha quindi concluso con una interessante panoramica sulle pellicce animali utilizzate per caratterizzare la figura del santo,e di un certo ermellino ritratto da Leonardo, che poi pare tanto ermellino non fosse.

( foto di Marcantonio Perugino)