A Madrid è in corso una straordinaria mostra su Rubens con oltre 30 opere, tutte radunate in una sala, all’interno del Museo del Prado.
Alcuni sono dipinti realizzati dal maestro, altri dai suoi allievi e altri ancora realizzati a più mani, con vari gradi di collaborazione tra gli allievi e il maestro.
Il ruolo della bottega nella realizzazione dei dipinti è un tema lungamente dibattuto tra gli esperti e molto rilevante per le attribuzione e la stima del valore delle opere.
Ma non è solo questo che rende questa mostra unica.
Questa esposizione ha scelto di illustrare in un modo originale e molto concreto il modo in cui i lavoravano i pittori europei e come era organizzata la produzione artistica al tempo.
Alejandro Vergara, curatore per il museo della sezione di pittura fiamminga e delle scuole del nord, ha avuto un’intuizione geniale ed è riuscito a tradurla in pratica fino ai minimi dettagli.
Nel centro della sala, all’interno del Museo del Prado, sulle cui pareti sono esposti i dipinti è stata inserita una installazione che ricrea una sorta di ufficio di Rubens.

Sono esposti tutti gli strumenti necessari per la sua opera, nonché alcuni elementi che evocano la persona di Rubens, come una spada e un cappello, realizzato appositamente e ispirato a quello visibile nei ritratti del pittore fiammingo. Anche la tavolozza in mostra riproduce una tavolozza documentata. La cura dei dettagli è arrivata fino a ricreare, grazie ad un laboratorio di profumieri, l’odore di trementina, che grazie a testimonianze scritte sappiamo fosse uno dei più presenti nelle botteghe del tempo. Per non parlare della tenda in velluto di seta rosso che accoglie i visitatori all’ingresso, commissionata ad una ditta italiana specializzata, e che ricrea fedelmente quelle visibili in molti dei ritratti del pittore.
Quello che è ancora più straordinario è che si è riusciti a coinvolgere i visitatori nel complesso processo di attribuzione delle opere.
Non solo si possono vedere insieme opere prodotte dal maestro e dalla bottega e quindi si offre la possibilità di confrontare direttamente i loro diversi livelli di qualità, ma si propongono dei veri e proprii quiz basati sui dipinti esposti.
Per alcune delle opere infatti non è indicata la paternità e si invitano i visitatori a cercare di capire se si tratta di opere completamente di Rubens o prodotte dal suo atelier.
Infatti, sebbene tutti i dipinti che lasciano la bottega Rubens ottengano il suo “marchio di fabbrica”, si sa dai testi che ci sono pervenuti che anche ai contemporanei di Rubens era ben chiara la distinzione tra gli originali interamente dipinti dal maestro e quelli prodotti dalla bottega e la differenza sia in qualità che nel prezzo.
Il processo di attribuzione è in qualche modo messo a nudo.
In mostra si illustra naturalmente anche la diagnostica che è necessaria e si ammette che in alcuni casi semplicemente non si hanno sufficienti elementi per arrivare ad una conclusione certa, semplicemente perchè non si hanno dati sufficienti.
Insomma, una mostra magnifica che a nostro parere tutti dovrebbero visitare, non solo gli appassionati di Rubens e di pittura fiamminga, ma anche chiunque frequenti il mondo dell’arte.



