Chi conosce il Registrar? Una professione moderna, anzi contemporanea

Gen 20, 2025 | Autenticazioni ed attribuzioni, professionisti della cultura

Non è affatto semplice tradurre “registar”. Ci viene in aiuto la definizione data dal Ministero della Cultura: “colui che crea, documenta e organizza tutti gli atti relativi al prestito di un’opera d’arte”.

La figura del Registrar nasce intorno alla metà dello scorso secolo in America, ma è solo negli ultimi decenni che questa professione è presente in maniera diffusa in enti museali o espositivi, sia pubblici che privati. Solo negli ultimi mesi però ha avuto un riconoscimento legislativo da parte del Ministero della Cultura italiano.

Il ruolo del registrar prevede che abbia una solida conoscenza di tutto ciò che ruota intorno al prestito di un’opera, iniziando dal saper estrapolare da un Condition Report le peculiarità dell’opera per poter poi prevedere non solo una movimentazione adeguata ma anche per saper discutere del contratto assicurativo. Deve conoscere la legislazione riguardante i prestiti di opere sia di proprietà pubblica che privata, e le norme di vincolo.

Deve seguire ogni fase del prestito “in&out” per l’ente per cui lavora, o come freelance dedicato ad uno specifico evento, ad esempio le grandi mostre.

Il Registrar deve anche sovraintendere il cronoprogramma delle fasi del prestito ed occuparsi che i tempi siano rispettati, coordinando tutte le professionalità coinvolte nel progetto.

Un registrar dovrebbe essere formato in modo da saper usare la diagnostica scientifica, per esempio sapendo quali sono le analisi che è necessario allegare al Condition Report nei vari casi: le immagini di fluorescenza UV per documentare gli strati superficiali delle opere, le microfotografie delle aree più “deboli” che potrebbero essere compromesse sia dal trasporto che dalla tempo/vita espositivo, le indagini radiografiche di determinate aree delle opere per esempio le giunzioni delle assi costituenti il supporto dei dipinti su tavola, e così via.

Queste informazioni saranno utili in tutte le fasi di movimentazione e controllo. La conoscenza delle potenzialità di queste indagini diagnostiche permetterà al registrar, anche quando questo è adibito ad essere anche courier, ad essere tempestivo nel documentare eventuali danni dovuti alla movimentazione e/o degradi dovuti ad una inadeguata conservazione nel periodo espositivo.

Una diagnostica adeguata in “in&out” potrebbe rendere ancor più sostenibili i prestiti, in quanto potrebbe essere dirimente tra richiesta di pratiche di semplice manutenzione e la necessità di veri e propri restauri.

Ci auguriamo, quindi, che la figura del Registrar sia sempre più diffusa e che possa essere un ancor meglio formata.

Art-Test può offrire i servizi di Registrar, in quando ha personale formato in questo specifico settore. Non esitate a chiederci maggiori informazioni.

Emanuela Massa
Emanuela Massa