24 Dicembre
Alla vigilia di Natale, il 24 Dicembre 1734 si scatenò un tremendo incendio che distrusse l’Alcazar, ovvero la fortezza reale sede della monarchia spagnola. Sotto le macerie sparirono per sempre opere magnifiche: oltre 500 dipinti di artisti come Leonardo, Holbein, Raffaello, Ribera, El Greco, di cui spesso non rimane che la descrizione.
Nata nel IX secolo come torre di avvistamento, l’Alcazar era stato ampliato e ammodernato costantemente fino a quella sfortunata notte d’inverno.
Pare che l’incendio sia partito dalla stanza del pittore di corte Jan Ranc, dove il camino era rimasto acceso, mentre si festeggiava altrove. Le fiamme presto divorarono tutto: letti, armadi, cassapanche, e tutto il loro contenuto e presto anche cornicioni e soffitti. L’edificio iniziò a crollare.
Nel palazzo erano conservati più di 2000 dipinti collezionati con tenacia fin dai tempi di Isabella I di Castiglia e accresciuti nei secoli dalla dinastia spagnola. Filippo II e di suo figlio avevano aggiunto Tiziano, Tintoretto, Ribera, Dürer, Leonardo, Brueghel. Mentre grazie al raffinato gusto di Felipe IV si erano aggiunte numerose opere di Velázquez e Rubens e loro contemporanei.
Nessuno fu in grado di domare la furia del fuoco. Le cronache narrano che si caricarono cinque carri con sette cavalli e muli ciascuno colmi di oro, argento, gioielli e monete. Per paura delle razzie non si permise ai madrileni di intervenire per spengerlo.
Si salvarono molti dei dipinti che ora sono i pezzi forti del Prado, come las Meninas di Velasquez, che pare fu gettato da una finestra, o Adamo e Eva di Durer, e anche la MonnaLisa di scuola Leonardesca che ha fatto parlare di sé recentemente perché presenta un disegno preparatorio del tutto simile a quello della Gioconda del Louvre.
Pezzi fondamentali per capire la storia dell’arte, che quell’incendio cambiò comunque per sempre.



