Che c’e’ dietro?

Mag 21, 2021 | Art Word, Autenticazioni ed attribuzioni, Patrimonio Culturale

Un anno è passato, abbiamo alle spalle 12 mesi in cui la nostra vita ed il nostro lavoro sono cambiati.

Guardare al passato per capire il presente è parte del nostro lavoro, come lo è lo studio attento delle “spalle” di un dipinto.

Molto spesso il “verso”, “retro” di un’opera ci rende più comprensibile il “fronte”, il “recto”. Sappiamo che gli artisti dal XV secolo iniziarono a firmare le proprie opere sul fronte, ma in tempi più vicini molti hanno scelto di apporre la loro firma sul retro, indicando anche una data.

Ma oltre alla firma, vera o contraffatta, sul retro possiamo ritrovare timbri, etichette, codici: ognuno di questi elementi è un dato importante nella ricostruzione del percorso dell’opera.

Codici riferibili alla catalogazione di una collezione o numero di lotto per un’asta. Timbri imposti da uffici di tutela o dogane ed infine le etichette di varia natura. Ma anche questo tipo di dati, possono essere contraffatti. I primi dubbi possono sorgere durante un condition report attento, ma bastano specifiche analisi diagnostiche per comprendere se si tratta di elementi originali. Ad esempio un’etichetta a colori, creata con una stampante ad aghi, non può riferirsi ad una mostra del 1975!

Forse non tutti sanno che il caso di uno dei piu’ famosi falsari contemporanei: Wolfgang Beltracchi, nato Wolfgang Fisher, inizio’ da una etichetta sul retro che riportava la dicitura “Collection Flechtheim”, quando si sapeva che Flectheim era si’ un collezionista importante, ma che non metteva mai etichette.

Insomma, guardare il retro è importante come studiare il fronte. Conoscere bene un “verso” ci aiuta a comprendere meglio il “fronte”. Allo stesso modo dobbiamo guardare a questo anno passato con attenzione per comprendere bene quale sia il nostro presente e tentare di immaginare un nostro futuro (lavorativo).