17 Dicembre
Dopo il matrimonio per procura celebrato a Firenze ad Ottobre, le vere nozze fra il re di Francia Enrico IV e Maria de’ Medici si tennero il 17 dicembre 1600 nella cattedrale di Lione, dove Maria sfoggiò un magnifico ed elegantissimo abito di velluto bianco con un mantello viola.
Certo non ci fu lo stesso sfarzo mostrato a Firenze, quando ci furono festeggiamenti per 10 giorni e banchetti con 69 portate, statue di zucchero degli scultori di corte e una scenografia da lasciare a bocca aperta.
Del resto quella ricca era lei. Il matrimonio era la soluzione alle preoccupazioni dinastiche e finanziarie del re di Francia, appena divorziato. Maria de’ Medici era la nipote dell’imperatore romano germanico Ferdinando I, il che le permise di assicurare una discendenza reale in Francia. Inoltre Maria portava una dote di 600.000 scudi d’oro e la possibilità di annullare il debito contratto dalla Francia con la banca Medici.
La regina rimase presto incinta e mise al mondo il delfino il 27 settembre 1601, con grande gioia del re e del regno che attendeva la nascita di un delfino da più di quarant’anni. Dall’unione, se pur burrascosa per le numerose amanti del re, nacquero 6 figli. Il primo, Luigi, divenne re di Francia, la seconda, Elisabetta, regina di Spagna.
L’ambiente francese era però molto ostile alla regina fiorentina, la banchiera, e dopo i conflitti con il cardinal Richelieu, che era stato suo protetto, Maria lasciò definitivamente la corte francese. Morì nel 1642 a Colonia, forse in un’abitazione del suo pittore preferito, Rubens, che per lei aveva realizzato un ciclo di ventiquattro grandissime tele in due anni, terminandole in tempo per il matrimonio della figlia Enrichetta Maria con il re Carlo I d’Inghilterra.
Ventuno quadri rappresentano le Glorie e le lotte di Maria de’ Medici, i tre restanti sono ritratti di lei e dei suoi genitori. Capolavori anche di cultura e sensibilità politica di Rubens che decidendo i soggetti doveva stare attento glorificando Maria a non urtare la suscettibilità degli altri potenti.
Ventiquattro tele che ora arricchiscono il Louvre.
Forse Maria avrebbe meritato una memoria più consona rispetto alla semplice fontana a lei intitolata, e che è ben poca cosa rispetto al palazzo del Lussemburgo lì accanto, da lei voluto e oggi sede del Senato, che aveva anche adornato, da buona Medici, con moltissimi altri quadri che oggi si trovano nei maggiori musei.



