Copiare sculture è una pratica che ha una lunga tradizione nella nostra cultura.

Del resto la maggior parte dei lavori degli scultori greci è conosciuta soltanto grazie alle copie romane. Non sappiamo però se queste venissero vendute come originali greci o meno. 

Sappiamo che Michelangiolo provò a vendere una sua scultura spacciandola come falso dopo averla interrata. Il compratore però se ne accorse (e volle conoscere l’autore)

Il processo al Alceo Dossena (1878–1937) stabilì che lui non produceva dei falsi, ma degli autentici capolavori, in vari stili, dall’etrusco al rinascimentale, patinandoli con una procedura di cui non ha mai rivelato i segreti. Sculture che poi furono rivendute da mercanti senza scrupolo, per finire nelle più prestigiose collezioni in mezzo mondo. 

Il prossimo 3 ottobre 2021, presso il Mart di Rovereto, si apre una mostra davvero intrigante ideata da Vittorio Sgarbi e a cura di Dario Del Bufalo e Marco Horak, dal titolo Il Falso nell’Arte. Alceo Dossena e la scultura italiana del Rinascimento.

Non è la prima mostra sui falsi, ricordiamo ad esempio Falsi d’ Autore. Icilio Federico Joni e la cultura del falso tra Otto e Novecento del 2004 a Santa Maria della Scala a Siena, che ebbe il merito di gettare luce sulla figura del falsario, dei suoi clienti e dei suoi metodi.

Annunciando questa mostra, Vittorio Sgarbi ha comunicato di aver individuato altri “autentici Dossena” ancora esposti come arte antica.

Siamo veramente curiose di visitarla e saperne di più!

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