Putrido e Fetido

Gen 20, 2022 | Autenticazioni ed attribuzioni

13 Dicembre

Bollato come “membro putrido e fetido” dall’Ordine dei Cavalieri di Malta, Caravaggio scappa e arriva a Siracusa dove viene incaricato di dipingere una tela per la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.

Santa Lucia è la patrona della città ed è anche la patrona della vista, e di solito viene rappresentata che regge serena un piattino con due occhi.

In realtà Lucia è una santa martire del III secolo dC, il tempo delle più feroci persecuzioni cristiane.

Lucia si rifiutò di venerare le divinità romane e per questo venne torturata dal prefetto romano Pangasio, che, siccome non riuscì a sortire l’effetto voluto, umiliato e in collera, decise di decapitarla. Era il 13 dicembre 304 e Lucia aveva circa 21 anni.

Caravaggio non dipinge la Santa serena con il piattino in mano.

Non raffigura neppure il martirio ma, opta per il momento del seppellimento. Del resto la chiesa destinataria della tela era sorta appunto sul luogo considerato della sua sepoltura, fuori dal centro cittadino.

La scena si svolge in una catacomba o comunque in un ambiente spoglio, dove il pavimento è solo terra. In primo piano sono i due becchini ed in particolare la schiena, e il fondo schiena, di uno dei due. Lucia è a terra priva di vita. Ma quello che domina è il vuoto. Sembra di sentire rimbombare l’eco delle grotte di Siracusa.

Noi spettatori non siamo invitati al seppellimento. Lo vediamo dalla parte opposta di tutti quelli che hanno diritto a partecipare.

Un capolavoro assoluto del realismo fondamentalista di Caravaggio. Pochissimi i pentimenti rivelati dalla analisi, uno su tutto il risarcimento della ferita sul collo della Santa, inizialmente raffigurata decapitata. Forse considerato un dettaglio troppo trucido.

Il dipinto nonostante sovvertisse tutti i canoni conosciuti, ebbe subito successo.

Ma era un po’ troppo vuoto lassù in alto, almeno per qualcuno. E così si chiede una piccola modifica: «Richiesto Michelangiolo da Caravaggio, che facesse un gruppo d’angioli nel largo campo, che resta in alto, in quel famoso quadro, in cui si piangono, e s’ammirano i funerali di S. Lucia in Siracusa, egli non volle dipingerli, dicendo: Non havendone mai veduti, non so ritrarli»

Vero o meno l’aneddoto, una risposta degna di lui.

Nell’immagine: Caravaggio, Seppellimento di Santa Lucia, 1608