Arte e Diplomazia

Gen 20, 2022 | Autenticazioni ed attribuzioni

3 December

Daniel Seghers, nato il 3 Dicembre 1590, pittore di fiori, ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia dell’arte e della diplomazia.

Visse per gran parte durante la Guerra degli ottant’anni per l’indipendenza olandese, durante la quale nelle Fiandre si separarono i destini del Nord, borghese e protestante, e del Sud, cattolico e spagnolo. Con notevoli ripercussioni anche in campo artistico.

In Olanda l’arte sacra perse importanza e si detti forma ai valori di una società mercantile. Si passò alla pittura di genere, e alle scene di vita quotidiana. Grande fortuna incontrò la natura morta.

A differenza dei Paesi Bassi del Sud, più o meno l’attuale Belgio, dove continua la committenza religiosa e aristocratica sotto una spinta italianeggiante e classicheggiante

Seghers si trova a cavallo tra le due culture. Nato cattolico, dopo la conversione del padre si trasferisce nei territori protestanti del nord, per tornare ad Anversa dopo qualche anno con la madre, riconvertito e gesuita, e artista.

Inizia il suo apprendistato da pittore in Anversa presso Jan Brueghel il Vecchio a cui segue, dopo l’ordinazione, un soggiorno di 2 anni a Roma.

E anche il suo maggiore contributo alla storia dell’arte è a cavallo tra le due culture. E’ infatti l’ “inventore” delle ghirlande di fiori che incorniciano una scena, spesso religiosa.

Le ghirlande anche se accuratissime nei dettagli non erano certo riprese dal vivo, i fiori rappresentati non sbocciano allo stesso tempo e i mazzi di fiori in vasi non erano affatto comuni – anche i molto ricchi mostravano i fiori uno ad uno in portatulipani di ceramica di Delft.

Le ghirlande di fiori che avevano un significato religioso, spesso incorniciavano un dipinto prodotto da qualcun altro. E Seghers collaborò con moltissimi dei suoi contemporanei, artisti della levatura di Rubens, ma anche Poussin e Domenichino.

I suoi dipinti di solito non venivano venduti attraverso i mercanti d’arte, ma venivano presentati come doni dall’ordine dei Gesuiti. Servivano come potenti strumenti di diplomazia. Nel 1631, ad esempio, Seghers inviò a Maria de’ Medici un quadro in occasione della sua visita al Collegio di Sant’Ignazio.

Un periodo fantastico il seicento, con artisti che esplorano i generi, le tecniche e gli stili più diversi: Caravaggio, Rubens, Poussin, Domenichino, Seghers, Brueghel, anche se spesso i materiali e i pigmenti usati erano gli stessi.

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