Le opere d’arte sono beni di lusso?

Giu 25, 2024 | Art Word, Servizi

La Ue apre all’Iva ridotta per la filiera dell’arte. L’Italia è pronta a cogliere questa opportunità?

Il mercato principale per le opere d’arte in Europa è stato per decenni quello britannico, grazie anche ad una tassazione molto bassa.

In seguito alla Brexit, però, la quota UK sul mercato globale dell’arte è crollata al livello più basso degli ultimi dieci anni, ed è probabilmente destinata a scendere.

Fino ad ora, però, le opere d’arte erano ritenute beni di lusso e quindi escluse dall’elenco dei prodotti e servizi che potevano beneficiare di aliquote Iva ridotte in Europa.

La nuova direttiva UE, approvata il 5 aprile 2022 ha esteso la possibilità di ridurre l’iva anche alla «fornitura di opere d’arte, oggetti da collezione e d’antiquariato», che quindi non sono più considerati prodotti di lusso, almeno a livello europeo, ma beni e servizi ritenuti “perseguire obiettivi di interesse generale”.

L’obiettivo è quello di stabilire un sistema Iva unico a livello europeo, ed ottenere un vero mercato unico, pur lasciando agli Stati membri il diritto di determinare le proprie aliquote a livello nazionale.

Naturalmente c’è anche il proposito di favorire il mercato dell’arte che ha attori globali le cui dinamiche travalicano i singoli stati. Si tratta di un mercato consistente. Nel 2023 le vendite hanno raggiunto un totale di $65 miliardi

La Francia è stata la prima, a ridurre la tassazione, cercando di approfittare della debolezza della Gran Bretagna, ora penalizzata dal Brexit (nonostante la circostanza sembra rimanere taboo, e venga raramente menzionata in UK) e, per esempio, dalle procedure di import/export.

E si sono visti subito i risultati, con l’incremento delle gallerie d’arte contemporanea, a Parigi, oltre a quello delle vendite locali di Sotheby’s, che aprirà una nuova lussuosissima sede, e Christie’s, entrambe di proprietà di azionisti francesi, mentre Sotheby’s Londra ha annunciato decine di licenziamenti. Anche la principale fiera di arte internazionale, Art Basel, ha inaugurato una edizione nella capitale francese.

Da fine dicembre l’aliquota su tutte le transizioni in Francia sarà solo il 5.5%, ancora inferiore a quella del 6% praticamente in atto finora.

Anche la Germania ha recentemente annunciato di voler applicare l’Iva ridotta sull’arte. L’imposta sul valore aggiunto per le vendite d’arte andrà dal 1° gennaio 2025 all’aliquota ridotta del 7%, e la Germania si aspetta un rifiorire del mercato.

In Italia attualmente, la cessione di beni d’arte è soggetta ad un’aliquota del 22%, percentuale massima in Europa. L’aliquota si riduce al 10%, solo quando l’importazione e la cessione siano effettuate direttamente dall’artista o dai suoi eredi.

Gli operatori italiani si trovano quindi in una sostanziale posizione di svantaggio, l’attuale regime fiscale compromette l’attrattività commerciale del nostro paese. La quota dell’Italia nel mercato dell’arte mondiale dell’arte è meno dell’1%

La previsione dell’aliquota ridotta coinvolgerebbe tutto il processo di commercializzazione di un’opera d’arte, dall’atelier dell’artista alla vendita in galleria.

Al contrario, nel caso in cui l’Italia non procedesse all’adozione dell’aliquota ridotta su tutta la filiera dell’arte, si assisterebbe anche all’aumento dell’aliquota dell’artista al 22%, che ricordiamo ora è al 10%, un ulteriore colpo basso per gli artisti che operano in Italia.

In altri paesi si riconosce l’importanza del mercato dell’arte per la loro economia interna, e si agevola da un lato flussi e scambi commerciali e si garantisce al contempo verosimilmente, la trasparenza fiscale del sistema. E non si considera un mercato di lusso.

Un gruppo di operatori del settore sta chiedendo al governo italiano di ridurre il tasso al 5%. Solo in questo modo il mercato italiano potrebbere rimanere competitivo.  Nel paese che per molti è sinonimo di arte e bellezza, speriamo che non prevalgano logiche iniquamente ideologiche.

Questo potrebbe permettere anche a noi di ridurre l’IVA sui nostri servizi.

Anna Pelagotti
Anna Pelagotti

In copertina Padrinosauro duca di Dinosauria di Hogre per la collettiva Dinosauria 2024. L’immaginario preistorico del paese piu’ vecchio del mondo – Street Level Gallery – Firenze