Un protocollo condiviso per svelare i falsi e procedere con l’autenticazione? Se ne è parlato a Lucca

Dic 18, 2021 | Autenticazioni ed attribuzioni, Convegni, Falsi, In rilievo, Patrimonio Culturale

Come autenticare un’opera d’arte? Come svelare i falsi?

Il 2 e 3 dicembre 2021 si è tenuto a Lucca il convegno, ottima iniziativa del Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation dal titolo “Lo scienziato e la falsificazione-Metodologie scientifiche per identificare i falsi nell’arte”.
Erano anni che si sentiva il bisogno di affrontare questo tema in maniera strutturata e durante il convegno sono state discusse le molte angolature da cui affrontarlo: mercato dell’arte, autenticazione, attribuzione, datazione, analisi stilistica.

Al centro l’oggetto falso/falsificato/mal attribuito/autentico, a studiarlo professionalità tangenti ma non sovrapponibili che devono poter  dialogare in un modo costruttivo e che sia utile a tutta la comunità, non solo scientifica.

Il falso, eseguito con intenzione fraudolenta, infatti, non solo causa perdite economiche a chi viene frodato, spesso a causa di un incauto acquisto, ma è anche un danno più ampio, sociale, perché modifica il corso delle cose, modifica la narrazione della storia e spesso la stravolge.

ArtTest ha presentato il caso di studio di un pannello di Bruegel il giovane, e ha voluto dare il proprio contributo portando l’attenzione su quello che riteniamo oggi un’urgenza non più procrastinabile: un protocollo condiviso per uno studio scientifico dei manufatti, strutturato in maniera piramidale e per livelli di approfondimento, dove si definiscano quali sono le caratteristiche minime della strumentazione da utilizzare per le analisi e quali le metodologie utili e in che ordine vadano applicate, per arrivare ad avere la possibilità di una interpretazione accurata ed un eventuale replicabilità delle misure.

Inoltre mancano delle linee guida condivise per i report che vengono forniti dai laboratori dopo aver effettuato le analisi.

Spesso non vi è che una generica descrizione dei risultati, ma non sono riportati i dati ottenuti, né la descrizione della strumentazione e della metodologia utilizzata.

Allo stesso tempo abbiamo voluto evidenziare come siano ancora troppo pochi i database pubblici da cui attingere informazioni scientifiche.

Non si deve temere nel condividere i dati di favorire i falsari, che se è vero che in questo modo sono sempre più a conoscenza delle tecniche utilizzate dai grandi maestri, è altrettanto vero che la scienza, come ampiamento dimostrato, sarà sempre un passo avanti.

Quello a cui stare attenti, ancora una volta è contrastare l’atteggiamento anti scientifico che affligge attualmente tante parti della nostra società, e la narrazione che vede i cosiddetti conoscitori, capaci di produrre expertise solo sulla base del loro “occhio”.

I lavori dell’interessantissimo convegno, che saranno pubblicati, si sono conclusi con la volontà di creare un tavolo tecnico dove discutere, in base alla propria angolazione ed esperienza, di un protocollo minimo per indagini e strumentazioni da cui non poter più prescindere.

Emanuela Massa

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