“La fisica e la chimica sono ancora le basi del mio lavoro da restauratrice”
Silvia, come sei diventata restauratrice? Qual รจ stato il tuo percorso formativo?
Da sempre fin da bambina ho sempre mostrato la mia attitudine per il disegno e la pittura. Malgrado questa passione, ereditata anche in parte da mio padre che dipingeva, i miei studi sono stati inizialmente di impostazione scientifica.
Dopo le medie ho frequentato il liceo scientifico grazie a cui ho avuto modo di acquisire le basi della fisica e della chimica che ancora oggi รจ fondamentale nel mio lavoro, non a caso la fase pulitura nel restauro si basa molto sulla conoscenza della natura chimica sia del materiale che stiamo pulendo sia della sostanza che andiamo ad applicarvi.
Dopo il liceo ho deciso comunque di seguire le mie passioni e mi sono iscritta alla facoltร di storia dellโarte, รจ stato allโuniversitร che ho avuto modo di conoscere la figura del restauratore. Mi sono resa conto che il restauro come professione significava per me il connubio perfetto tra la mia passione e i miei studi, la sintesi di due mondi che ormai mi appartenevano: lโarte e la materia che la costituisce. Decisi quindi di iscrivermi contemporaneamente alla scuola triennale professionale istituita dalla Provincia della regione Toscana fondata dallo storico dellโarte e del restauro Alessandro Conti dopo una serie di esami di ammissione. Da lรฌ poi, una volta ottenuto il mio diploma da restauratrice ho iniziato la mia carriera in questโambiente affascinante.
Con Art-Test hai collaborato al restauro della lunetta della Pietร di Lorenzo dโAlessandro da San Severino, dipinto su tavola degli Uffizi. Che ricordi hai di questo lavoro? Vuoi raccontarci qualche episodio particolare?
Sono stata contenta di aver potuto lavorare con Art-Test, รจ stato uno di quei casi in cui era stato messo a disposizione un budget anche per fare diagnostica. A mio parere determinate analisi diagnostiche andrebbero fatte su tutti i dipinti o comunque su tutti quei dipinti ubicati nei musei piรน importanti, ciรฒ comporterebbe numerosi vantaggi permettendo non solo di poter approfondirne la tecnica di esecuzione ma anche lo stato conservativo.
Nel caso della Pietร , Art-Test mi permise di arrivare ad osservare un disegno preparatorio di splendida manifattura tramite la tecnica di riflettografia e con lโosservazione in fluorescenza UV si potettero evidenziare bene quelle zone che avevano subito ridipinture.
Questo รจ stato il primo lavoro con Art-Test e lo ricordo sempre volentieri, ho trovato affascinante il vostro approccio e soprattutto piรน procedevano con le indagini piรน io avevo modo di conoscere ciรฒ che stavo andando a restaurare. Ho avuto modo di osservare la stratigrafia dellโopera cosรฌ dettagliatamente che รจ stato come essere presente alla creazione stessa del dipinto.
La lunetta aveva subito una pulitura aggressiva, sulle lacche soprattutto, inoltre non cโera alcuna scheda tecnica che desse informazioni sui restauri precedenti, quindi nuovamente la diagnostica รจ stata ulteriormente utile fornendomi informazioni anche su questi.
Piรน in generale quali sono i problemi che piรน comunemente incontri durante un restauro in cui รจ piรน utile la diagnostica? E soprattutto le indagini diagnostiche ti hanno sempre fornito risposte?
Sicuramente la pulitura. Mi dispiace che non sempre sia messo a disposizione un budget sufficiente per fare almeno quelle โindagini baseโ che forniscono informazioni su tecnica e pigmenti impiegati, nozioni estremamente utili e a mio avviso necessarie soprattutto nel caso di una pulitura, cosรฌ da poter andare a scegliere quei solventi piรน idonei. Io pur lavorando ormai da 35 anni, dal 1999 in poi ho sempre seguito dei corsi di aggiornamento tenuti da Paolo Cremonesi, perchรฉ da sempre, e probabilmente proprio a causa del mio percorso formativo, sono interessata allโapproccio scientifico e spero sinceramente che il restauro lo possa diventare sempre di piรน.
Via via negli anni, con le nuove tecniche di diagnostica, se affiancate per esempio ad una pulitura siamo in grado di capire cosa stiamo andando a rimuovere, come e con che velocitร , si รจ in grado di decidere se andare semplicemente a pulire una vernice oppure se rimuoverla e lasciando lo strato sottostante completamente illeso. Lavorando molto su sculture lignee, che spesso presentano numerose ridipinture, la diagnostica per me รจ indispensabile. Le indagini diagnostiche mi hanno sempre fornito risposte
Ho avuto spesso la fortuna, lavorando per musei importanti di poter affiancare ad un mio progetto di restauro dei diagnosti. Anche se questo purtroppo non sempre รจ possibile.
Il fatto รจ che approcciarsi ad un restauro senza avere un minimo di conoscenza che forniscono queste analisi รจ abbastanza rischioso, come si puรฒ andare avanti senza sapere conoscere gli strati sottostanti? Lโunico vero problema che la diagnostica incontra รจ a livello di finanziamenti, perchรฉ molto spesso, soprattutto quando si va a trattare con opere minori e in musei piรน piccoli, non viene presa in considerazione in quanto fuori budget.
Lavori da molti anni in questo campo, che cambiamenti hai notato a livello di clientela, prezzi e committenze? Ho lavorato sia con antiquari, soprattutto agli inizi, ma principalmente con le istituzioni pubbliche. Ho anche restaurato opere di proprietร privata. Per me in questi 30 anni รจ cambiato poco a livello di clientela e committenze, ad eccezione delle sculture lignee che decenni fa non erano nรฉ considerate nรฉ studiate mentre ora รจ un campo che suscita non poco interesse.



