“Ama e rispetta ciò che dura, così l’uomo trionfa sul tempo”

Apr 18, 2021 | Art Word, Patrimonio Culturale

Figlio illegittimo, anche se riconosciuto dal padre. Genio multiforme, padre del Rinascimento fiorentino.

No, non parliamo di Leonardo ma di Leon Battista Alberti, nato Battista, autoproclamatosi Leon, meno “pop” ma altrettanto fondamentale del Da Vinci per la portentosa rinascita delle arti. Personaggio affascinante, meno conosciuto e che per fortuna è passato per adesso indenne dalle fantasiose interpretazioni americane.

Di famiglia nobile e agiata fiorentina, nacque lontano da Firenze perché la famiglia era in esilio -e patì molto questa condizione. Studiò e si distinse in numerosissime discipline: architetturascritturamatematicalinguisticafilosofiaotticamusica e archeologia; fu anche un brillante crittografo.

Il disco cifrante di Leon Battista Alberti è il primo sistema di cifratura polialfabetica. L’apparecchio si compone di due dischi concentrici, rotanti uno rispetto all’altro, contenenti un alfabeto ordinato per il testo in chiaro (testo da cifrare) e un alfabeto disordinato per il testo cifrato (testo risultante). Permette la sostituzione polialfabetica con periodo irregolare. Lo scorrimento degli alfabeti avviene per mezzo di lettere chiave inserite nel corpo del crittogramma. I quattro numeri possono anche servire per sopracifrare 336 frasi di codice.

Prototipo dell’artista intellettuale moderno (gli altri provenivano dall’artigianato), lui parte dalla ricerca teorica.

I suoi primi studi furono di tipo letterario e giuridico. La formazione artistica si svolse dal 1432 a Roma, che rappresentò una tappa fondamentale nel delineare il suo rapporto con la classicità (come Brunelleschi rintracciò nello studio delle proporzioni degli edifici romani il punto di partenza della progettazione architettonica e attribuì all’antico il modello da emulare sia sul piano strutturale che su quello decorativo)e dal 1434 a Firenze dove riconobbe nell’arte di DonatelloMasaccio e Brunelleschi l’affermazione dei suoi stessi principi artistici. A Brunelleschi dedicò il trattato De pictura, redatto sia in latino che in volgare.

La sua produzione più significativa fu quella in ambito architettonico: a Roma, dove con il patrocinio del papa umanista Niccolò V, suo compagno di università, lavorò come archeologorestauratore di monumenti antichi e urbanista e dove scrisse il De re aedificatoria (la prima trattazione organica sui problemi della città rinascimentale), a Rimini dove progettò il Tempio Malatestiano e a Mantova dove curò i progetti per le chiese di San Sebastiano e Sant’Andrea.

A Firenze Alberti lavorò soprattutto per il ricco mercante Giovanni Rucellai che fu anche suo intimo amico. Le opere fiorentine saranno le sole compiute prima della sua morte: il Palazzo Rucellai in via della Vigna Nuova, il completamento della meravigliosa facciata della Chiesa di Santa Maria Novella e l’elegantissimo tempietto del San Sepolcro nella Cappella Rucellai ispirato al Santo Sepolcro di Gerusalemme e destinato a accogliere le spoglie di Giovanni Rucellai (che si trova nella ora sconsacrata chiesa di San Pancrazio che fa parte del complesso del Museo Marino Marini). Il monumento funebre ebbe un immediato successo, tanto che nel 1471 il pontefice Paolo II emanò una bolla in cui si concedevano cinque anni di indulgenza plenaria ai fedeli che lo visitavano nei giorni di venerdì Santo e della domenica Santa.

La facciata della chiesa di Santa Maria Novella, prima e dopo l’intervento albertiano, iniziato nel 1460.
https://www.smn.it/it/magazine/la-facciata-svelata/

Muore a Roma 25 aprile 1472, compianto e venerato. Di lui però non abbiamo neanche un’immagine certa, nonostante sia stato anche pittore.

Nessun Salvator Mundi conteso.

A trionfare sul tempo sono state le sue idee.

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