Come rinasce un capolavoro del Rinascimento lombardo:il Portale di Palazzo Stanga al Louvre

Gen 28, 2026 | Restauro

Quale fondale scenografico alla Galleria Michelangelo al Louvre si trova un grande portale, splendido esempio di scultura lombarda del Rinascimento. Proviene da Palazzo Stanga, costruito a Cremona alla fine del Quattrocento per Cristoforo Stanga, Gran cavaliere, nominato da Gian Galeazzo Visconti luogotenente dello Stato di Milano, dal quale Cremona dipendeva politicamente in quel periodo. Il palazzo subì una prima, radicale trasformazione nel Settecento al passaggio alla famiglia Rossi, che lo rimodernò secondo il gusto barocco in voga, dandogli quell’aspetto che ancora oggi il palazzo conserva.

Ulteriori lavori ci furono nel 1870, e fu in questa fase che l’antico portale venne smontato, venduto, e nel 1875 acquistato dal Louvre tramite il collezionista marsigliese Édouard Vaïsse.

Il portale è attribuito a Pietro da Rho (Rho, 1465 ca – dopo il 1513), attivo prevalentemente a Cremona, dove lavorò alla decorazione di molti palazzi e dove fu al servizio della Fabbrica della cattedrale cittadina, lavorando alla parte alta della facciata realizzando alcune statue.

Questo portale è considerato uno dei capolavori della scultura rinascimentale dell’Italia settentrionale, alto più di sette metri, con una forma simile a un arco di trionfo, concepito per celebrare il prestigio del committente anche attraverso un ricchissimo programma iconografico ispirato all’antichità classica.

Fu scolpito utilizzando blocchi di marmo di Candoglia, lo stesso usato per costruire il Duomo di Milano. Ma in un momento imprecisato dell’Ottocento, il portale fu ricoperto da uno strato di pittura bruno scura a cui furono poi fatte delle applicazioni di cera. Questi trattamenti avevano probabilmente un intento protettivo, ma inevitabilmente, anche dopo una loro prima eliminazione, avevano alterato pesantemente la leggibilità dell’opera con i residui rimasti, appiattendo i volumi e oscurando i dettagli. Ecco perché il museo ha deciso questo importante intervento di restauro.

Come sempre si dovrebbe fare prima di intervenire su un’opera, è stato compiuto un lungo e articolato lavoro di studio preliminare per definire con precisione lo stato di conservazione del marmo e i migliori strumenti per intervenire.

Le indagini sono state coordinate dal C2RMF, il Centre de recherche et de restauration des musées de France, che ha svolto le analisi scientifiche che hanno permesso di identificare la natura chimica dello strato bruno da rimuovere, composto da ossalati. Numerosi test sono stati condotti dai vari restauratori per individuare il metodo più efficace e meno invasivo.

Il portale Stanga prima del restauro

L’équipe incaricata dell’intervento ha proceduto alla rimozione di questo invasivo strato scuro mediante l’uso del laser, integrato poi da un leggero trattamento chimico per eliminare le cere, il tutto nel pieno rispetto della materia originale. Lo strato di pittura ottocentesca, una volta eliminato, ha lasciato nel marmo una lieve tonalità dorata.

Un utilizzo più insistito del laser avrebbe potuto attenuarla maggiormente, ma si sarebbe corso il rischio di andare a toccare la superficie originale del marmo. La scelta adottata ha consentito di restituire la qualità dei rilievi, la modulazione dei volumi e la chiarezza dei profili, dei drappi e dei medaglioni, permettendo anche di riscoprire le incrostazioni di pietra nera che sottolineano e valorizzano l’insieme.

Il portale dopo il restauro (immagine dal sito del Louvre)

Grazie a questo intervento, la Porta Stanga può oggi essere nuovamente letta nella sua complessità materiale e storica, riacquistando una dignità che questo capolavoro, pur essendo da più di secolo sotto gli occhi del pubblico, aveva progressivamente perduto insieme a parte della sua forza espressiva. A completare questo progetto è stato realizzato anche un nuovo impianto di illuminazione che consente di cogliere meglio la delicatezza delle sculture e il dialogo tra pieni e vuoti, esaltando la profondità dei rilievi e la ricchezza iconografica dell’opera.

Un dettaglio del portale dopo il restauro (immagine dal sito del Louvre)

Con questa operazione, il Louvre restituisce al pubblico non solo un’opera restaurata, ma un frammento essenziale della storia artistica del Rinascimento lombardo, nuovamente leggibile nella sua autenticità e nel suo valore simbolico.

Filippo-Melli
Filippo Melli