Il linguaggio artistico nasce come un mezzo di comunicazione, un modo per trasmettere emozioni, idee e valori.
L’arte ha radici profonde nella storia umana. È probabilmente emersa quando uomini e donne volevano dare significato ai momenti cruciali della loro esistenza scrive Desmond Morris in “La scimmia artistica, l’evoluzione dell’arte nella storia dell’uomo”.
L’arte pubblica, in particolare, ha questo ruolo cruciale per la comunità, poiché agisce come un totem, unisce le persone attraverso la condivisione di un’esperienza estetica. E’ una fonte di ispirazione, una guida spirituale o un punto di riferimento nella storia di un popolo, rappresenta un’idea o un concetto con un significato profondo per l’individuo singolo come per la collettività.
Gli attivisti di Last Generation che hanno tirato purè al vetro che protegge “Les Meules” di Monet, zuppa di pomodoro al vetro di Van Gogh, o hanno attaccato fogli al vetro della Venere di Botticelli, non hanno fatto nessun danno materiale alle opere, che erano del resto protette da spessi vetri, ma hanno riconosciuto il potere dell’arte come strumento di comunicazione. Ne hanno onorato l’importanza utilizzandola come un mezzo per esprimere le proprie idee e sentimenti. Pur non creando arte, hanno scelto di utilizzare ciò che è già presente nel tessuto culturale, mostrando di conoscere l’essenza stessa dell’arte e il suo potenziale di ispirazione e cambiamento.
Per questo motivo, mi è difficile comprendere coloro che si indignano e chiedono pene severe per i membri di Last Generation, rei di aver dato un po’ da fare a chi ha ripulito i vetri, ma sperabilmente anche da pensare a chi si mostra ancora cieco e sordo di fronte al cambiamento indotto dal riscaldamento globale, spesso perché non accetta di dover rinunciare oggi ai propri agi.
Questi giovani cercano risposte attive alle catastrofi causate dalle generazioni precedenti, che hanno saccheggiato la natura e hanno lasciato loro un’eredità di risorse naturali impoverite e una prospettiva di vita più difficile.
Invece di essere condannati a priori dovrebbero essere lodati per il loro impegno nel sollevare importanti questioni ambientali e sociali. Utilizzando l’arte come mezzo per sensibilizzare e promuovere un cambiamento positivo, mostrano di avere sensibilità per l’arte, non il contrario, anche se la narrazione che ne è stata fatta ha suggerito il contrario.
Gli attivisti di Last Generation con i loro gesti dimostrativi mettono l’accento sullo specifico valore dell’arte, che non è solo economico, ma è specificamente quello di dare significato ad un momento, ad un’esperienza.
In questo periodo tumultuoso ed incerto, tornare all’arte mi pare un atto di disperazione ma anche di amore, e non un atto vandalico.
Intanto la temperatura in Italia è 10 gradi sopra la media del periodo. La temperatura di inizio Maggio a metà Febbraio. Cosa faremo se ad Agosto continuerà così e gli anni prossimi sempre peggio?
P.s. Si spera che nel frattempo gli attivisti abbiano anche imparato che “vernice lavabile” non significa che va via con un lavaggio, ma esattamente l’opposto.



