Brutta?

Giu 11, 2020 | Art-Test notizie, In rilievo

Armine Harutyunyan e’ stata recentemente apostrofata come la modella “brutta” di Gucci e violentemente attaccata.

Non era certo questo il giudizio che riceveva cinque secoli fa Laura Battiferri .

Il naso importante non spaventò il Bronzino quando volle ritrarla, e nemmeno lei, evidentemente, se ne faceva un problema.

Il profile la avvicinava, lei poetessa, al sommo Dante. Così come il libro che tiene elegantemente tra le mani, rimandava a Petrarca (e al suo nome di battesimo).

Laura Battiferri, infatti, figlia legittimata di un nobile prelate urbinate,  aveva ricevuto un’educazione umanistica e, al momento del ritratto, era un’apprezzata letterata, con accesso ai circoli colti della Firenze rinascimentale.

Sposata una prima volta e rimasta vedova, si risposo’ nel 1550 con Bartolomeo Ammannati, apprezzato scultore e architetto (sì il “Biancone di piazza della Signoria è suo, ma è suo anche il ponte Santa Trinita). Frequentava assiduamente Michelangiolo, Benvenuto Cellini, Benedetto Varchi, Annibal Caro e gli altri intellettuali fiorentini, ed era in corrispondenza con altre poetesse, come la bolognese Lucia Bertani e la napoletana Laura Terracina. Non ebbe mai figli, ma un matrimonio riuscitissimo.

Laura pubblica il suo primo volume con i tipi Giunti nel 1560 e viene ammessa nella prestigiosa Accademia degli Intronati di Siena. La sua fama varca i confini ed è conosciuta da Madrid a Praga.

Il ritratto che le fa Bronzino è di una bellezza struggente, ma non è l’unico. Ce ne è un altro di Alessandro Allori in San Giovannino degli Scolopi a Firenze.

Mentre stava raccogliendo tutti i suoi versi per il terzo libro Rime, Laura muore, a quasi 66 anni di età. Fu sepolta nella chiesa di San Giovannino, in via Martelli, a Firenze. Bartolomeo chiese al pittore di fare un dipinto da mettere nella loro cappella. In “Cristo e la Cananea” Allori rappresenta Bartolomeo Ammannati come San Bartolomeo e, al lato destro della donna cananea, si vede Laura come matrona anziana, questa volta con un volume religioso tra le mani.

Il dipinto di Bronzino, invece, è conservato presso il Museo di Palazzo Vecchio a Firenze, dove è esposto assieme a tutte le opere della donazione Loeser (ovvero il lascito al comune di Firenze dallo storico dell’arte statunitense Charles Loeser).

(A.P.)

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