Slava (Digital) Ukraini!

Mar 20, 2022 | Cooperazione Internazionale, Patrimonio Culturale, Studi e Progetti

Un appello del mondo della cultura digitale per salvare il salvabile. Vuoi/puoi partecipare? Leggi qui

Abbiamo ripetuto tante volte che è importante digitalizzare il nostro patrimonio culturale per studiarlo e preservarlo. Una volta digitalizzato, si potrebbe pensare, viene salvato per sempre. Diventa un bene immateriale, vive la propria vita immortale, nel “cloud”, tra le nuvole.

Ma i modelli, le ricostruzioni, i dati digitali sono in fondo anche fisici, anche se in modo diverso. Sono infatti archiviati su supporti tangibili in posizioni fisiche.

E quindi, ora che disgraziatamente la Russia invade l’Ucraina e bombarda i civili e le istituzioni culturali, tutti i documenti digitalizzati dell’Ucraina sono a serio rischio.

“La gente dimentica che Internet è fatta di cose fisiche. Ci sono server fisici che si trovano nel mondo reale che necessitano di alimentazione, raffreddamento e manutenzione”, ha dichiarato Quinn Dombrowski, ora alla Stanford University.

Quando se ne è resa conto, ha deciso di lanciare SUCHO, ovvero “Saving Ukrainian Cultural Heritage Online“, insieme ad Anna Kijas, responsabile della Lilly Music Library presso la Tufts University di Boston, e Sebastian Majstorovic, consulente IT per le discipline umanistiche digitali presso il Centro austriaco di Digital Humanities. e Cultural Heritage.

Hanno iniziato a chiedere a professionisti del patrimonio culturale di tutto il mondo, bibliotecari, archivisti, ricercatori, programmatori, di cercare e ri-archiviare i contenuti digitali ucraini.

Utilizzano una combinazione di varie tecniche e tecnologie, e offrono anche spazio di archiviazione a tutti gli studiosi ucraini che ne hanno bisogno per loro materiale di ricerca.

Stanno anche cercando di salvare le immagini di tutti i monumenti ucraini nella speranza di poter ricostruire il loro modello 3D in seguito, se necessario.

Il loro lavoro, condotto per lo più a distanza, dato che gli studiosi locali stanno ovviamente affrontando altre e più grandi sfide, è reso ancora più difficile dal fatto che non tutti i documenti sono disponibili, gli URL non sono sempre aggiornati e ci scontra talvolta con misure di sicurezza adottate dalle istituzioni culturali in tempo di pace. Senza contare che spesso ci sono interruzioni di internet e perdite di energia elettrica.

Non è un’impresa facile, in uno scenario cosi’ tragicamente compromesso, ma la risposta della comunità degli studiosi del patrimonio culturale è stata immediata ed entusiasta.

Il tamtam corre sui social, e tramite le newletter ad esempio di European, a cui Art-Test ha aderito. Qui, ad esemprio scrive Chiranthi: “Sono una persona che lavora a stretto contatto con dati e metadati relativi ai Beni Culturali. Ho familiarità con gli standard dei metadati, gli archivi del patrimonio culturale digitale, LOD e vocabolari controllati e così via.

Come abitante dello Sri Lanka che vive una guerra civile in corso, ho visto in prima persona quanto il conflitto influisca gravemente sul patrimonio culturale”.

E così lui, come altre migliaia di studiosi, si è rimboccato le maniche e ha iniziato a  lavorare per l’Ucraina, nonostante tutto.

Non ci sono buone notizie durante la guerra, ma la resilienza dei professionisti della cultura ci si avvicina. L’amore per la cultura, la consapevolezza della sua importanza prevalgono.

Ci credi anche tu? Per essere coinvolto in SUCHO o saperne di più sul lavoro delle iniziative, visita sucho.org.

Anna Pelagotti