Tutto bene quello che finisce bene?

Ott 28, 2025 | Art Word, Patrimonio Culturale, professionisti della cultura

Il Picasso sparito in Spagna è stato ritrovato, ma ancora non c’è una spiegazione di quello che è successo

Di dimensioni ridottissime, circa 13 x 10 cm, l’opera “Naturaleza muerta con guitarra” di Pablo Picasso è misteriosamente scomparsa durante il trasporto tra Madrid e Granada. Rubata? Persa? O solo gestita con superficialità?

I fatti indicano che questa creazione del 1919, realizzata con gouache e matita su carta, faceva parte di un gruppo di 57 opere di proprietà privata, tutte destinate alla mostra “Still Life: The Eternity of the Inanimate”, in programmazione a Granada.

L’opera era stata affidata il 1° ottobre a una compagnia di trasporti (di cui non è stato diffuso il nome) ed era stata custodita presso la sede del corriere a Madrid, insieme alle altre opere per essere spedite il giorno seguente verso la destinazione finale. La distanza tra Madrid e Granada si copre in circa quattro ore, per cui rimangono numerosi i dubbi sul motivo per cui il 2 ottobre i trasportatori, invece di completare il viaggio in giornata, si siano fermati a Deifontes, a pochi chilometri da Granada, per passare la notte. Secondo le dichiarazioni rilasciate agli investigatori, i corrieri si sarebbero alternati nel sorvegliare il carico e avrebbero infine concluso il trasporto il giorno seguente, consegnando le opere al Centro Culturale Caja Granada.

Le casse sono state scaricate in una zona sicura e video sorvegliata. Tuttavia, solo il lunedì successivo, durante l’ispezione e l’apertura dei colli, si è scoperto che mancava un’opera. Il responsabile della mostra ha riferito che le casse non erano tutte numerate, motivo per cui non era stato possibile verificare al momento della consegna la presenza di tutte le opere senza procedere al loro disimballaggio.

Colpo di scena, il 24 ottobre le agenzie giornalistiche diffondono la notizia che l’opera non è solo stata ritrovata ma che in realtà non era mai stata spostata da Madrid!

E allora questa storia ha un lieto fine? Mha, non tanto.

Intanto evidenzia quanto siano cruciali le fasi di trasferimento di un’opera in prestito per una mostra. È davvero sorprendente che non siano stati effettuati dagli operatori coinvolti accurati controlli di ingresso e uscita ad ogni passaggio.

È oggettivamente difficile credere che, al momento della consegna, non sia stato eseguito un controllo scrupoloso della lista delle opere, soprattutto considerando il loro valore, partendo dal conteggio delle casse e dalla verifica delle bolle di accompagnamento.

Possibile che non si siano prese neanche le precauzioni minime?

Solitamente è obbligatorio un documento di trasporto, meglio se arricchito da un Condition Report, indispensabile non solo per il corriere ma soprattutto per i registrar. Tali documenti vanno per protocollo abbinati alle casse e confrontati attentamente con quanto riportato sulle bolle di spedizione. Se si aggiunge ai controlli l’utilizzo della diagnostica scientifica si può documentare lo stato conservativo alla partenza e confrontarlo nel dettaglio con le condizioni dell’opera all’arrivo.

Dal punto A al punto B, l’opera può anche essere monitorata costantemente sia fisicamente sia attraverso il tracciamento del “movimento” delle casse, possibile grazie all’integrazione di data logger. Questi dispositivi forniscono dettagli precisi non solo sui movimenti ma anche sui parametri ambientali essenziali per la conservazione dell’opera. Negli ultimi anni, tali strumenti si sono evoluti significativamente e sono ormai in grado di garantire dati completi e affidabili a costi minimi.

È inoltre importante considerare la diagnostica come un deterrente efficace contro eventuali furti. Una campagna fotografica approfondita, l’analisi dei materiali e una sistematica catalogazione diventano strumenti fondamentali per confrontare un’opera ritrovata e verificarne l’autenticità. E scongiurare che sia stata sostituita con un falso.

 Allo stesso modo, tali misure possono chiarire se lo stato conservativo dell’opera sia rimasto intatto prima dell’ipotesi di occultamento.

Sarebbe bastato un semplice data logger e da subito si sarebbe rintracciata la cassa dove era custodita l’opera. Questa volta è andata bene (?). Sta di fatto che rimangono molti dettagli oscuri.

Siamo fiduciosi che si facciano tutti i riscontri anche per verificare l’autenticità di quanto ritrovato, il che non dovrebbe essere difficile, d’altronde Picasso è uno degli artisti a vantare una bibliografia scientifica ampissima.

Forse a pensar male si fa peccato ma a volte…

Curiosità: sapevate che Picasso fu accusato del furto della Gioconda al Louvre? Naturalmente, sappiamo bene che non fu lui.

Emanuela Massa
Emanuela Massa