Secondo Proust era il più bel dipinto del mondo. La “Veduta di Delft” è senz’altro uno dei dipinti più famosi di Vermeer – il pittore della luce. L’artista sembra infatti catturare le immagini un po’ come fa la fotografia, che appunto, dipinge con la luce.
Eppure, a differenza di una fotografia, Vermeer applicava i suoi colori con pennellate e, per lo più, senza l’uso di intricati disegni preparatori. Questa apparente dicotomia tra precisione e spontaneità ha sollevato molti interrogativi.
Vermeer utilizzava una camera oscura?
Negli ultimi anni, sono emerse teorie suggestive sul possibile uso della camera oscura da parte di Vermeer, proprio come per Caravaggio prima di lui. Del resto il seicento è il secolo dell’ottica, durante il quale si svilupparono lenti e altri strumenti ottici, che portarono Galileo a inventare il telescopio ed osservare per la prima volta la luna. E non si capisce per quale ragione i pittori avrebbero dovuto ignorare queste scoperte.
Se il rapporto tra arte e scienza fosse un po’ meno controverso, potremmo aver visto questa ipotesi, con le sue prove scientifiche, presentata in dettaglio, per esempio, alla recente celebratissima esposizione su Vermeer ad Amsterdam.
Nuove scoperte
Ma altri “segreti” del pittore continuano ad emergere. Ora abbiamo nuovi altri strumenti scientifici, e alla portata di tutti, che ci consentono di svelare ancora altri dettagli sul dipinto.
Il soggetto è chiaro, una veduta di Delft, ma per secoli si è cercato di capire non solo come ma anche dove e quando il quadro fosse stato dipinto, ovvero che momento ritraesse.
Le città sono cambiate moltissimo nei secoli, e quindi spesso non è semplice ritrovare elementi sufficienti ad individuare il soggetto esatto, ed il punto di osservazione usato nel dipinto.
Nel caso della Vista di Delft però uno degli edifici presenti nel dipinto, sembra corrispondere ad uno ancora esistente. Anzi due, se includiamo la torre campanaria della Niewe Kerk (Chiesa Nuova). Anche se quest’ultima è ora nascosta dagli alberi e dagli edifici, la sua posizione sembra compatibile.
Su Wikipedia, è pubblicata una fotografia, realizzata nel 2019, dove è proposta una possibile posizione da dove Vermeer avrebbe lavorato. Ma non ci ha convinto. In realtà utilizzando Goolgle street view, pensiamo di aver trovato un punto molto più verosimile. Ma non è questa la scoperta più interessante.
Un esperimento affascinante
Durante la pandemia, l’artista francese Franck Leibovici, ha provato ad applicare ai dipinti I moderni metodi di analisi forense per ricostruire le scene del crimine e determinare l’ora e la data delle fotografie.
Per capire la data ed il momento raffiguarati nei dipinti, Leibovici nel suo libro “What time is it?”, spiega come ha usato Google street view e Suncalc.org.
Suncalc.org permette di calcolare la posizione del sole, e quindi anche l’ombra gettata da un qualsiasi elemento che si sviluppi in verticale, in qualsiasi momento del giorno, in qualsiasi parte del mondo.
L’idea è affascinante, anche se forse Leibovici non sempre ci ha azzeccato.
Nel caso della Veduta di Delft, Leibovici ha concluso che fosse stata dipinta da Vermeer una mattina presto di giugno del 1660. Ecco il suo ragionamento: “La veduta è rivolta a nord. Il sole si trova a est o sud-est. Le chiatte indicano che la stagione della pesca delle aringhe è iniziata (maggio-giugno), gli alberi sono in fiore, il loro fogliame è folto. La campana è stata rimossa per lavori di manutenzione (1660-1661)“. Tutto giusto, tuttavia, il punto di vista indicato da Leibovici non è quello che riteniamo più corretto. E neanche le sue conclusioni.
Proviamo a verificare?
Abbiamo rifatto il calcolo, considerando anche la precessione degli equinozi, e il dettaglio dell’orologio minuziosamente dipinto su altro edificio che segna un’ora che potrebbe essere circa le 14:40h come le 7:10h o 19:10h.

Suncalc.org limita i suoi dati all’intervallo tra il 1900 e il 2099. Per conoscere la posizione del sole nel 1660, ovvero quando probabilmente è stata dipinta l’opera, dobbiamo anche prendere in considerazione la precessione degli equinozi. Per calcolare l’ora del sorgere del sole a Delft nel 1660, abbiamo quindi utilizzato timeanddate.com, che riporta questi dati per Amsterdam, una buona approssimazione.
Le nostre conclusioni
L’ora del sorgere del sole a Delft il 1 Giugno 1660 è stata circa 10-15 minuti prima che nel 1900, ovvero intorno alle 3:30h di mattina (considerate che siamo molto a Nord e non c’era l’ora legale!) ed il tramonto intorno alle 20:15h.
Quindi quando ragioniamo utilizzando SunCalc.org, dobbiamo considerare questa differenza.
Andiamo adesso ad osservare attentamente il dipinto. Se le ore battute sull’orologio fossero state le 14:40h, la posizione del sole sarebbe stata ben diversa, con ombre proiettate verso nord che non si vedono nel dipinto.
La luce che illumina la città sembra provenire invece da est e in molti hanno concluso che perciò si tratti delle prime ore del mattino. Ma controllando su suncal.org, e posizionandosi nella nuova posizione individuata, si nota che le ombre sarebbero ben diverse, e orientate verso nord-ovest (nel diagramma le ombre sono le linee scure e la posizione del sole è indicata dal pallino giallo)

Invece se andiamo ad osservare la posizione del sole in suncalc.org, e le ombre proiettate, queste sono perfettamente compatibili con quelle delle 19:10h (avendo preso in considerazione le differenze dovute alla precessione degli equinozi e quindi alla differenza della posizione tra il 1900, usato nel grafico e il 1660, anno probabile di produzione del dipinto).

L’ora d’oro
Insomma sembra proprio che Vermeer ha dipinto la “golden hour”, quel momento prima del calare del sole in cui c’è questa luce calda e bellissima.
Non sappiamo se il momento scelto abbia un particolare significato simbolico, o sia legato ad un evento specifico. Ma certamente è un momento perfetto per una fotografia!



