Cosa distruggeranno questa volta?

Set 17, 2021 | Art Word, Cooperazione Internazionale, Strumenti

Afghanistan: come può difendersi dalla furia iconoclasta dei talebani, inclusa una lista di oggetti da NON COMPRARE

In Afghanistan l’arrivo dei talebani porterà una brusca battuta di arresto ad un popolo che era sembrato riuscire in parte a trovare un delicato equilibrio.

Oltre ai grandi cambiamenti che inevitabilmente porteranno le numerose restrizioni imposte dal nuovo governo, una grande minaccia incombe sui numerosi siti archeologici ed oggetti d’arte che costituiscono la memoria di un paese ricchissimo di storia.

Malgrado siano passati 20 anni, nessuno può essersi dimenticato della distruzione dei due Buddha di Bamiyan da parte dei talebani. Sul movente ci sono ancora discrepanze, ma è assodato che si è assistito a un vero e proprio abominio nei confronti non solo di quel popolo, ma anche del patrimonio artistico mondiale.

La grande tragedia della distruzione nel 2001 delle due imponenti statue, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e datate tra il sesto e settimo secolo dopo Cristo, smosse tutta l’Europa. Nel 2001 grazie alla fotogrammetria, (analisi che consente di ottenere misure e ricostruzioni 3D estremamente accurate da fotografie scattate a differenti angolazioni), aiutandosi con immagini di turisti, prese sul web, si riuscì a ricostruire il modello 3D delle due statue, e stamparne delle copie in scala. Recentemente si sono proiettati degli ologrammi per ricreare in loco l’impressione che gli enormi Buddha dovevano fare.

Ma chiaramente nessuno potrà tornare indietro nel tempo.

In previsione di un risvegliarsi della furia iconoclasta degli studenti coranici, si è messo in moto un progetto per salvaguardare l’immenso, e in parte sconosciuto, patrimonio artistico afgano. Molti oggetti d’arte appartenenti a differenti collezioni museali sono infatti stati rimossi dalla loro sede e nascosti in luoghi non noti ma al momento non si ha notizia di alcun trasferimento all’estero.

Infatti l’AAMD (Association Art Museum Directors) ha stabilito differenti protocolli per la protezione dei beni culturali prevedendo addirittura, quando necessario, che musei di altre nazioni prendano in custodia tali oggetti fino all’estinguersi della crisi.

Ma già nel terzo giorno da quando sono tornati al potere in Afghanistan, i talebani hanno fatto esplodere la statua di Abdul Azi Mazari, ex leader degli Hazara, minoranza sciita afghana, ucciso dagli stessi talebani nel 1995 e considerato eroe per la resistenza contro il gruppo armato.

L’ICOMM ha pubblicato sul suo sito una lista di oggetti a rischio.

Nonostante tutto è molto probabile che in Afghanistan la cultura e patrimonio vengano nuovamente attaccati e annientati e senza memoria artistica si avrà un paese incapace di rinnovarsi, resterà bloccato, anzi probabilmente regredirà, negandosi così ad un futuro motivato ma soprattutto libero.

Anche quando non si arrivi a questi estremi, il diagnosta, il restauratore, l’archeologo e tutte le altre figure legate al mondo del patrimonio culturale, svolgono un ruolo importante, in quanto sono i custodi di ciò che è stato. Il compito che sentiamo nostro è quello di preservaresalvaguardare e divulgare.

Lavoriamo insieme su oggetti che raccontano tante storie diverse di popoli e di singoli individui, la memoria collettiva, il patrimonio dell’umanità.

Con scienza e costanza cerchiamo di trovare un modo per non privare alle generazioni future quella bellezza che i nostri antenati hanno creato e potuto ammirare, e non possiamo che condannare sgomenti chi non si fa scrupolo a distruggere tutto. 

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