Quali sono gli ultimi ritrovati per una rimozione ottimale delle croste nere sulle superfici lapidee? Quali nuove tecniche si possono utilizzare per analizzare i materiali plastici? Come indagare in modo non distruttivo e in sicurezza l’interno di una struttura? Come affrontare lo studio ed il restauro di una vetrata?

La scienza si evolve, la ricerca avanza e per ottenere risultati sempre migliori non c’è niente di meglio che condividere le conoscenze. Per informarsi sulle ultime ricerche in campo della diagnostica artistica applicata ai beni culturali e sui i casi studio più interessanti, è stato utile seguire il Convegno Florence Heri-Tech, giunto ormai alla terza edizione, patrocinato dall’Università di Firenze e co-organizzato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale, convegno che è stato parte della edizione 2022 del Salone dell’Arte e del Restauro.

Il Comitato Tecnico Scientifico del Convegno, coordinato dai General Chair, Prof. Ing. Rocco Furferi, Prof. Ing. Lapo Governi, Dott. Ing. Anna Pelagotti, Prof. Ing. Yary Volpe, Dott. Kate Saymour, Prof. Rodorico Giorgi, ha selezionato come miglior articolo della conferenza “Microwave imaging applied to noninvasive diagnostic of Cultural Heritage artworks”, di E. Proietti, G. Capoccia, R. Marcelli, G. M. Sardi, B. Caponera, del CNR- Istituto per la Microelettronica e Microsistemi in collaborazione con l’ Istituto VA-VE, entrambi di Roma.


Il lavoro presentato riguarda un prototipo di sistema tomografico portatile per l’imaging a microonde come tecnica diagnostica non distruttiva per l’ispezione dell’intero volume di un’opera d’arte. Questa tecnica innovativa può fornire informazioni sia morfologiche che fisiche sulla struttura interna dell’oggetto indagato. Potrebbe essere uno strumento in grado sia di rimpiazzare la tomografia effettuata con i raggi X in laboratorio, dove utilizzare le alte energie comporta problematiche legate alla sicurezza, sia e soprattutto fornire la possibilità di effettuare misure in campo aperto, ad esempio sulle colonne di un tempio.

Un altro interessante lavoro presentato ha riguardato gli oggetti in plastica che costituiscono una parte sempre più rilevante in talune collezioni museali.

Contrariamente alle opinioni popolari, gli oggetti in plastica non sono molto resistenti e sono pesantemente soggetti alle condizioni ambientali. Il processo di degrado inizia già quando l’oggetto viene creato, ma velocità e tipologia del processo possono essere molto diversi. Nel peggiore dei casi, i prodotti di degradazione di alcuni materiali sono dannosi non solo per loro, ma anche per altri oggetti conservati nell’ambiente circostante. Il lavoro presentato ha proposto un metodo non distruttivo per caratterizzare i polimeri e gli additivi che compongono gli oggetti, che utilizza l’imaging iperspettrale con un intervallo spettrale SWIR di 1000-2500 nm e la spettroscopia Raman. Il contributo “Spectroscopic Characterization of Sensitive Museum Plastic-Based Objects” arrivava da A. Klisinka-Kopacz, P. Krupska.Wolas, M. Obarzonawski, A. Klosowska.Klechowska and J. Del Hoyo Melendez, del Museo di Cracovia (PL).

Un intervento che ha destato molto interesse nel pubblico è stato “Development of a New Cleaning Product for Heavy Metals Containing Facades” presentato da Jens Engel,        della ditta tedesca Remmers. Il prodotto presentato, Clean Galena, è stato sviluppato per rispondere alle richieste del mercato francese, dove i limiti per la rimozione delle croste nere utilizzando microsabbiatura sono molto stringenti, per evitare che i metalli depositati vengano in questo modo reintrodotti nell’atmosfera. Il nuovo prodotto infatti, ha dimostrato di essere estremamente performante e di non richiedere specifiche abilità per l’applicazione e la rimozione.

Ci sono moltissimi altri articoli che meriterebbero una menzione.

In totale sono stati ricevuti più di 140 contributi da 26 paesi europei ed extra europei, selezionandone 101 per una rigida revisione scientifica con la consulenza di più di 80 esperti. Tutti gli 86 articoli accettati saranno pubblicati in 3 volumi editi dalla casa editrice Springer ed indicizzati sul database Scopus della Elsevier:

  • Nel volume Lecture Notes in Mechanical Engineering saranno pubblicati 32 lavori svolti da 152 autori ed inerenti le metodologie ingegneristiche applicate al Settore dei Beni Culturali.
  • Nel volume Communications in Computer and Information Science saranno pubblicati 30 contributi svolti da 140 autori e riguardanti l’applicazione di metodologie e tecnologie basate su ICT applicate ai Beni Culturali.
  • Infine, nel volume Advanced Structured Materials saranno pubblicati 24 lavori svolti da 86 autori e concernenti lo sviluppo di metodologie inerenti l’applicazione di materiali avanzati per il restauro.

Il grande successo dell’evento nelle tre edizioni a cui è giunto, ne fa oggi una delle Conferenze di maggiore interesse a livello internazionale sulla tematica delle tecnologie a supporto dei beni culturali, tematica per la quale Firenze continua ad essere protagonista a livello mondiale.

Anna Pelagotti
Anna Pelagotti