Chi conosce Léon Monet? Senza le sue capacità di chimico forse il fratello Claude non sarebbe andato lontano

Giu 20, 2023 | Art Word, Mostre, Patrimonio Culturale, Scoperte, Studi e Progetti

Sul grande Claude Monet è già stato detto tutto, o quasi. Ma c’è un altro Monet nella storia dell’Impressionismo: si tratta di Léon, fratello del pittore e anche lui appassionato d’arte. Senza Léon, forse Claude non sarebbe andato così lontano. In tutta sincerità, fino alla mostra “Léon Monet, Frère de l’artiste et collectionneur” fino al 16 Lugio 23 al Musée du Luxembourg, il nome di questo fratello non era praticamente mai comparso nei libri dedicati al celebre creatore delle Ninfeas. È vero che i rapporti tra i due fratelli alla fine della loro vita si ruppero, ma Léon ha avuto un ruolo notevole nella vita di Claude, soprattutto all’inizio della sua carriera, diventando collezionista e acquistando alcuni dei suoi quadri. E anche le sue competenze chimiche non sono state secondarie, essendo specialista nella chimica dei colori a base di anilina.

Mentre il fratello minore Claude appare fin da bambino votato al mondo dell’arte, Léon Monet (Rouen 1836-1917) infatti studia chimica. Da Le Havre si sposta a Parigi dove si sposa nel 1865. Poi viene chiamato a lavorare dall’importante società svizzera Geigy &Co., fondata nel 1758 a Basilea per la commercializzazione di materie chimiche, coloranti e farmaci di vario genere, che poi aprirà in questi anni degli uffici a Déville-lès-Rouen alle porte di Rouen ove Léon diventa il direttore. Nel 1872, mentre Claude dipinge lo scandaloso Impression. Soleil levant, con interessante coincidenza Léon fonda la Societé Industrielle de Rouen e parallelamente comincia a sostenere il fratello e i suoi amici impressionisti. Si occupa anche d’una fabbrica d’Indiennes nata dalla Société Industrielle de Rouen (SIR). Le Indiennes sono tessuto stampati in Europa tra il XVII e il XIX secolo, ispirato ai tessuti simili realizzati in India, e Léon avrà una collezione di queste stoffe e di stampe giapponesi.

Le Indiennes sono tessuto stampati con motivi ispirati all’India.

Avrà numerose ruoli nella società e avrà l’idea di fondare un museo d’arte industriale. Più tardi la SIR si sposterà nel vecchio mercato coperto dei tessuti a Rouen, vicino alla Cattedrale e sarà questa nuova ubicazione del lavoro del fratello che ispirerà a Claude la realizzazione della famosa serie della facciata del monumento gotico. La fondazione della SIR da parte di Léon mette in risalto il suo aspetto da mecenate. Infatti, unendosi alla potente azienda svizzera Geigy & Co, specializzata in colori sintetici all’anilina, ha fornito un supporto attivo a suo fratello e i suoi amici impressionisti. Inoltre, la mostra affronta l’aspetto scientifico della creazione dei colori nella regione francese in pieno sviluppo chimico e tessile, di cui Léon Monet fu uno dei massimi attori.

In mostra lo sviluppo industriale della fabbricazione dei colori

Imprenditore e chimico dei colori, dotato di “intelligenza vivace” e di “carattere franco e cordiale”, il Monet finora dimenticato diventerà anche un formidabile collezionista: con l’amico François Depeaux riunirà una raccolta di arte moderna degna di un museo. Mecenate entusiasta delle opere del fratello minore, sarà vicino anche ad artisti come Alfred Sisley, Camille Pissarro e Pierre-Auguste Renoir ma anche di artisti minori quali Narcisse Guilbert e Joseph Delattre, appartenenti alla Scuola di Rouen. E offrì sempre il suo aiuto quando c’era in ballo una vendita d’un quadro di Claude. Le opere della sua collezione in mostra evidenziano il gusto di Léon Monet per i soggetti che evocano i paesaggi della sua infanzia trascorsa a Le Havre, ma anche quelli legati al suo sviluppo professionale e familiare tra Rouen e le Petites-Slabs, sulla costa della Normandia.

Claude Monet, Barche nel porto di Honfleur

Dopo due secoli di oblio, la sua storia viene rivelata. Nelle sale sono esposti circa 100 dipinti e disegni appartenuti a Léon, accanto a ricette per la preparazione dei rivoluzionari colori sintetici, campioni di tessuto e tante foto d’epoca per conoscere da vicino la famiglia Monet. La mostra vanta anche due pezzi completamente inediti: il primo taccuino di schizzi di Claude, datato 1856 e da lui acquistato nel 1893, e il Ritratto di Léon eseguito dall’artista nel 1874, anno della prima mostra degli Impressionisti a Parigi. Léon è vestito di nero con un cappello nero sulla testa e lo sfondo è grigio, anzi, a dire il vero una varietà di grigi che spaziano fino al bianco, quasi una celebrazione della valenza di chimico del colore del proprio fratello.

Una pagina del primo quaderno di schizzi di Claude Monet (1856), con la scritta: “Un ricordo della giovinezza, al mio caro fratello, 20 settembre ’95”.

Filippo-Melli
Filippo Melli