Si è parlato di tutela del patrimonio e restauro seduti nel Salone dei Duecento di Palazzo della Signoria di Firenze nel workshopI servizi integrati per il Restauro. Imprese e professionisti a supporto del restauro e della conservazione dei beni culturali” organizzato dal CNA Firenze, e non si sarebbe potuto fare in una sede più appropriata.

È inutile ricordare che il restauro fiorentino ha un primato mondiale per la correttezza e accuratezza di come viene eseguito. I professionisti del settore non hanno bisogno di presentazioni.

Al workshop hanno presenziato varie professionalità in ascolto e pronte al confronto.

Sono state presentate convenzioni con realtà assicurative, supporto legale e trasporti dedicati al fine art. Ognuno ha illustrato quali potrebbero essere i servizi utili ai restauratori, e si è risposto, in maniera particolareggiata, alle domande dei restauratori riguardanti aspetti del proprio lavoro con cui devono confrontarsi quotidianamente. Ad esempio per quanto concerne gli importi assicurativi per opere di proprietà pubblica, si è discusso su chi deve dichiararne il valore oppure se sia possibile agire presso le istituzioni e modificare il codice degli appalti creando una sezione ad hoc per il restauro di beni mobili.

Un confronto schietto e particolarmente apprezzato da tutti i presenti.

Mancava all’appello, ma crediamo che presto anche questo “servizio integrato” verrà incluso, il mondo della diagnostica. Come laboratorio diagnostico siamo da sempre convinti che la qualità dei progetti di restauro sia da valutare anche in base a quale sia la scientificità ed efficacia delle analisi inserite nel progetto. Di certo, così come più volte evidenziato, non si può più pensare di aggiudicare gare d’appalto con il solo parametro del massimo ribasso. Sicuramente questo risulta il metodo più veloce per l’analisi dei progetti ma danneggia la qualità del progetto stesso e quindi viene meno la corretta tutela del bene.

Ulteriore nota positiva, perché il confronto così organizzato come quello descritto è da definirsi tale, arriva dalla Toscana con “Fai contare la Cultura. Toscana creativa 2030” percorso promosso dalla Regione che vuole essere un momenti di verifica con gli addetti ai lavori, dapprima attraverso la somministrazione di un questionario e poi con un confronto attraverso audizioni e incontri. Per maggiori informazioni e per compilare il questionario relativo alla raccolta cliccate qui.

Emanuela Massa
Emanuela Massa